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Leonardo sta per sperimentare in Ucraina il sistema di difesa Michelangelo (e intanto pensa giĆ  ai paesi del Golfo)

di webmaster | Mar 13, 2026 | Tecnologia


Il sistema punta a creare uno ā€œscudoā€ che protegge una fascia di cielo e terra larga tra i 10 e i 15 chilometri e profonda 25. Quest’area si chiama ā€œzona mortaā€, oltre la quale ā€œnon passa neanche una moscaā€, dice Cingolani. Per funzionare, Michelangelo si serve dei satelliti del Gruppo, che registrano le informazioni relative all’attacco (da dove e quando un ordigno viene lanciato) e le trasmette ai vari radar situati a terra o in mare e che hanno capacitĆ  di copertura fino a mille chilometri.

La rapida analisi dei dati scambiati ĆØ affidata all’intelligenza artificiale (AI) che, sottolinea Cingolani, non viene utilizzata come un’arma ma come un acceleratore del processo di identificazione della minaccia, quindi ā€œuno strumento che serve per difendersiā€. Questi passaggi dovrebbero agevolare la rapida scelta della strategia giusta da utilizzare per contrastare l’offensiva aerea.

Cingolani rivela poi che la prima implementazione della ā€œzona mortaā€ dovrebbe aver luogo in Ucraina entro la fine del 2026. Attraverso Michelangelo, però, Leonardo vorrebbe creare una catena di protezione che tuteli più paesi, da impegnare in un rapido scambio di informazioni di alto livello. Ad esempio, la Germania segnala un attacco missilistico verso l’Europa e l’Italia attiva lo scudo. Dal Gruppo fanno quindi sapere che sono giĆ  iniziate le interlocuzioni con 23 paesi (probabilmente europei) potenzialmente interessati ad adottare il sistema.

Secondo le stime, Michelangelo potrebbe sbloccare in favore di Leonardo nuove opportunitĆ  di business per 21 miliardi entro il 2035: 6 miliardi nei prossimi cinque anni, 15 nel quinquennio seguente.

Accelerazione spaziale

Leonardo spinge anche sulle tecnologie spaziali, dove Stati Uniti e Cina giocano da protagonisti.
In questo settore, di fondamentale importanza anche in vista di un ipotetico scudo di difesa europea targato Michelangelo, gli ordini e i ricavi del 2025 hanno superato il miliardo di euro.
Lo scorso ottobre Leonardo ha firmato con le compagnie Airbus e Thales il memorandum d’intesa sulla joint venture da dieci miliardi per costruire il sistema satellitare europeo (Project Bromo), lanciando cosƬ la sfida a Starlink.

La stretta attualitĆ , però, richiede di tornare sulla Terra. Almeno per ora. Per guardare a uno dei conflitti in corso, basti pensare che, nel 2025, Leonardo ha consegnato sei Eurofighter (tra i più avanzati aerei di combattimento esistenti) al Kuwait. Nel 2024, le consegne erano state due. A causa degli attacchi subiti dai paesi del Golfo Persico da parte dell’Iran, forse anche questi numeri sono destinati a crescere. Anche perchĆ©, secondo il Gruppo, oggi ci muoviamo in ā€œun contesto di mercato nel quale la domanda di sicurezza resta elevataā€.

Il capitolo sostenibilitĆ 

Tra le cifre rilevate dal Gruppo, inoltre, ci sono quelle che riguardano il percorso di Leonardo verso una produzione più sostenibile. Emissioni in atmosfera, consumo di acqua e produzione di rifiuti sono tutti parametri in calo nel 2025, rispetto all’anno precedente. In particolare, l’emissione di anidride carbonica ĆØ data come in calo dello 0,7% (238mila tonnellate di CO2 contro le 240mila del 2024); i prelievi idrici scendono del 2,3%; i rifiuti prodotti toccano quota -7,6%.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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