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Perché speriamo (desideriamo, vogliamo, esigiamo!) che Amy Madigan vinca l’Oscar per la sua Zia Gladys in Weapons

di webmaster | Mar 13, 2026 | Tecnologia


Amy Madigan

Amy MadiganAraya Doheny/Getty Images

Meryl Streep ha raccontato che il giorno che ha compiuto quarant’anni Hollywood ha cominciato a offrirle solo ruoli da strega. Diane Lane, Robin Wright, Gillian Anderson e molte altre si sono viste accantonare dall’industria o ricevere solo proposte di mamme e nonne dei personaggi principali. Poi le cose sono finalmente cambiate e nei vent’anni precedenti sia il grande che il piccolo schermo hanno offerto parti grandiose a donne dalla mezza età in poi che erano protagoniste, che non erano “qualcosa di qualcuno” ma grandi personaggi tridimensionali e complessi. Oggi, film superbi come Se solo avessi le gambe ti prenderei a calci ruotano attorno a donne non giovani dalle esistenze complesse e dalle personalità sfaccettate. Ruoli che portano Golden Globe e Oscar. Zia Gladys, tuttavia, è ancora più unica: è anziana, è una villain, è una freak; è un personaggio inquietante, sgradevole e grottesco che abusa della categoria più indifesa di tutte, i bambini. È una strega. Il suo equivalente maschile è un orribile ometto razzista, Lockjaw di Una battaglia dopo l’altra interpretato da un Sean Penn odiosamente fenomenale anche lui candidato agli Academy.

Quando gli eroi hanno smesso di essere i prediletti del cinema e della tv, ed è arrivata l’era degli antieroi e dei villain, sono stati gli equivalenti maschili di zia Gladys a conquistare pubblico e critica, sono stati i Joker e i Lecter, gli ufficiali nazisti e i sicari, i mafiosi e i criminali. Per le donne, è molto, molto raro – pensiamo al caso di Kathy Bates in Misery non deve morire o di Charlize Theron in Monster – che un personaggio femminile cattivo, folle, spiacevole e non attraente riceve lo stesso trattamento. Semplificando, alle donne non è concesso tanto quanto agli uomini essere mostri, non piacere. Zia Gladys è tutte queste cose, per di più in un momento in cui l’America sta togliendo ogni diritto alle donne di distinguersi: devono essere tutte madri e mogli, ozempizzate e rifatte, docili e “demure”. L’eccentrica e perfida zitella Zia Gladys è la nostra eroina della Resistenza: Viva Gladys! Datele l’Oscar!



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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