Il rifugio portatile protegge fino a quattro persone
Queste capsule LifePods possono ospitare quattro persone, due bambini e due adulti e, una volta dentro, il portello a tenuta stagna viene sigillato e il sistema attiva il blocco di sicurezza, il tutto in dieci secondi. Sono costruite con una struttura a doppio guscio in acciaio e al loro interno, oltre allo spazio per i sedili, c’è anche spazio per i servizi igienici, per conservare viveri, acqua, c’è un sistema che permette di chiamare i soccorsi, dei depuratori di CO2 integrati che permettono di respirare in sicurezza, con 72 ore di autonomia respiratoria, e un sistema di geolocalizzazione.
Per diverse ore, anche giorni, in attesa dei soccorsi
L’obiettivo è quello di consentire alle persone di potersi mettere al riparo e resistere dentro la capsula per diverse ore, o anche per giorni, mentre si attende l’arrivo dei soccorsi. Il prezzo di questi rifugi portatili o bunker mobili va dai 20.000 ai 30.000 euro, e la loro commercializzazione è in fase di lancio: la distribuzione nel mercato del mini-bunker B-01, ovvero la capsula di protezione balistica e antincendio, è prevista per aprile 2026, mentre il modello W-01, ovvero la capsula galleggiante, è ancora in fase di sviluppo, e dovrebbe disponibile alla fine del 2026. Il terzo modello, Q-01, che protegge contro i rischi sismici, è in fase di test e potrebbe essere disponibile verso metà 2027.
Se da un lato questo capsule possono sembrare degli oggetti che provengono direttamente dal miglior cinema distopico e fantascientifico, dall’altro è innegabile che sono la diretta conseguenza di un contesto globale sempre più complesso; proprio per questo riescono a inserirsi in un mercato emergente che combina tecnologia e sicurezza, caratterizzato anche da una progressiva privatizzazione di quest’ultima.


