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Thales Alenia Space, “una startup con quarant’anni di esperienza” verso la capsula cargo europea

di webmaster | Mar 18, 2026 | Tecnologia


Sono emerse novità dalla System Preliminary Design Review?

Stiamo procedendo secondo il nostro piano di lavoro: raffiniamo il business plan e, in parallelo, semplifichiamo il design. A conclusione del processo annunceremo anche con il nome del nostro veicolo.

Un’anticipazione?

A tempo debito.

Andrete sul mercato, oppure le commesse istituzionali supporteranno la completa sostenibilità del veicolo?

In questo senso il contratto dell’Esa è innovativo: non richiede la fornitura del veicolo, ma di un servizio. Il cargo rimarrà di nostra proprietà e saremo noi a gestirne ogni fase, dall’integrazione al recupero. Anche in queste condizioni siamo a nostro agio: la Altec [joint venture fra Thales Alenia Space, al 64%, e l’Agenzia spaziale italiana, al 36%, nda] gestisce veicoli cargo per la Iss da quasi 25 anni, e in Altec abbiamo i centri di controllo con i quali abbiamo operato la missione Ixv fino al recupero nell’oceano Pacifico.

Sta suggerendo che andrete sul mercato?

Esatto. La richiesta dell’Esa non esaurisce la capacità della capsula: l’Agenzia ne prenderà una porzione, il resto sarà in vendita. Essere protagonisti di iniziative che coinvolgono le future stazioni ci dà una certa sicurezza: abbiamo discussioni in corso per fornire cargo anche alle stazioni commerciali.

Dovrebbe essere Altec a gestire l’operatività del segmento di terra?

Sarà la nostra proposta; abbiamo esperienza e attrezzature. È un aspetto che credo possa piacere anche all’Agenzia spaziale italiana, che, oltre alla partecipazione in Altec, ha dato una spinta vigorosa all’avanzamento di questo programma.

Avete già previsto dove potreste ammarare?

Le discussioni sono in corso, ma è probabile sarà al largo di Santa Maria, nell’arcipelago delle Azzorre. Anche questa è una questione di sicurezza: occorre arrivarci da ovest.

Aladdin, la Fase 2, apre il bando a nuovi attori; detto altrimenti, chiunque potrebbe essere un vostro concorrente.

Certo, ma il nostro heritage costituisce un vantaggio strategico: alcune cose non si possono improvvisare, sono frutto di decenni di lavoro appassionato. I principali criteri di successo di questa missione saranno due: il primo è essere in grado di attraccare in sicurezza alla stazione. Farlo, richiede un impegno notevole, basti pensare a tutte le attività di guida, navigazione e controllo, al rendezvous e al docking, alle manovre anti collisione. La nostra tradizione risale all’Atv, il primo veicolo di rifornimento europeo: siamo gli unici ad aver attraccato sia al segmento americano che a quello russo della Iss. Il secondo criterio è riuscire a riportare il cargo a terra, cioè sopportare in sicurezza il rientro atmosferico. Avviene a 7,5 chilometri al secondo e l’attrito con l’atmosfera genera plasma ionizzato. Impone competenze specifiche nella realizzazione dello scudo termico, nella navigazione e nel controllo in rientro: altre esperienze che ci appartengono. Direi che l’unico modo per non temere la concorrenza, sia fare una gran bella proposta. Ci stiamo lavorando.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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