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Wired Health 2026 è oltre, di cosa si è parlato durante la nona edizione dedicata a salute e benessere

di webmaster | Mar 18, 2026 | Tecnologia


Un caso di scuola, per quanto riguarda l’innovazione terapeutica, è rappresentato dal tumore al polmone. I farmaci disponibili per pazienti con specifiche biologiche hanno trasformato la prognosi. Come ha ricordato Antonio Passaro, direttore della divisione di Oncologia toracica all’Istituto europeo di oncologia (Ieo), “15 anni fa l’aspettativa media era nella migliore delle ipotesi 12 mesi, oggi abbiamo pazienti che vediamo in ambulatorio da 8, 9 anni con malattia metastatica”, inclusi pazienti giovani che “hanno avuto gravidanze, hanno avuto bambini”.

Inoltre i sequenziamenti di nuova generazione “oggi ci permettono ampie profilazioni e che permettono di fornire quelle informazioni che servono ai clinici per trattare al meglio i pazienti” targettizzando i farmaci da somministrare sulle caratteristiche molecolari della singola malattia, ha aggiunto Elena Guerini Rocco, direttore dell’unità di Patologia molecolare all’Istituto europeo di oncologia. Grazie a queste innovazioni “nella fase metastatica del tumore al polmone l’obiettivo è di cronicizzare la patologia”, ha aggiunto Alessandra Dorigo, Head of Oncology di AstraZeneca Italia.

L’innovazione in medicina passa ovviamente anche dalla robotica. “Invece di avere macchine pesanti per essere veloci e accurate ma poco sicure, siamo passati a fare macchine disegnate per essere più sicure e controllate in modo da recuperare le prestazioni. Corpi meno rigidi, meno pesanti, soffici, come li troviamo in natura”, l’innovazione disegnata da Antonio Bicchi, ricercatore senior e responsabile dell’unità Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation all’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e professore di Robotica all’Università di Pisa. In un settore come quello della prostetica, questo significa che “la mano prende la forma dell’oggetto che sta manipolando. Questo sembra un banale cambiamento di paradigma, però ha portato a una molto miglior naturalezza nell’espressione delle sue potenzialità”.

Resta, anche da questo punto di vista, un tema di gestione dei rischi. “Riesco a far adottare questo prodotto dai clinici, riesco a inserirmi nei processi di acquisto degli ospedali? Questo significa che c’è un lavoro molto importante da fare prima e durante lo sviluppo, di ricerca di mercato, di lavoro insieme agli stakeholder clinici, pazienti e ospedali, in modo da diminuire questo rischio finale”, ha spiegato Hanna Teichmann, ceo e senior consultant di MedRA – Life Sciences Consulting

Il nostro cervello

Innovazione che può impattare sul mondo sanitario a diversi livelli. La comprensione del funzionamento delle proteine all’interno delle vescicole sinaptiche, specializzate nel rilascio e nell’immaganizzazione dei neurotrasmettitori, può aprire a nuovi percorsi diagnostici. In questo senso, ha spiegato Reinhard Jahn, professore al Max Planck Institute for Multidisciplinary Sciences di Gottinga, “abbiamo sviluppato dei sensori che si legano a una proteina chiamata SV2, che rappresenta il punto di ancoraggio usato dalla tossina botulinica per entrare nelle cellule ma anche il bersaglio di un farmaco anti-epilettico come il levetiracetam, e permettono di mappare con alta precisione la densità sinaptica nel cervello”. Dal punto di vista diagnostico, questo consente di “rilevare alterazioni della densità sinaptica prima ancora che compaiano i sintomi di una malattia neurologica, aprendo una finestra diagnostica che potrebbe rivelarsi preziosa per le malattie neurodegenerative”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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