Sebbene non siano molto amati, suscitando spesso in noi paura e disgusto, i ragni sono importanti per la salute del nostro pianeta. Ma nonostante il declino della biodiversità, la maggior parte di queste minuscole creature, e più in generale gli aracnidi, non viene adeguatamente monitorata e tutelata. A evidenziarlo è un nuovo studio pubblicato sulle pagine di Pnas dai ricercatori della University of Massachusetts Amherst, secondo cui appunto le lacune nei dati disponibili, in particolar modo negli Stati Uniti, suggeriscono l’urgente necessità di proteggere adeguatamente questi insetti fondamentali per la salute e il funzionamento degli ecosistemi.
Perché i ragni sono importanti
Così come altri insetti, i ragni sono importanti per la nostra società. “La Terra sta attraversando una crisi di biodiversità”, si legge nello studio. “Tra i taxa in declino figurano insetti e aracnidi, che rappresentano la maggior parte delle specie animali del pianeta e sono di vitale importanza ecologica ed economica”. Ricoprono, infatti, molteplici ruoli, come per esempio contribuire all’impollinazione, rappresentare un controllo biologico dei parassiti e fungere da indicatori della qualità dell’aria e dell’acqua. “Molte persone si preoccupano degli animali più popolari e carismatici del pianeta, come leoni e panda, che, giustamente, hanno ricevuto attenzione internazionale per la loro conservazione”, ha commentato l’autrice dello studio Laura Figueroa. “Dato che insetti e aracnidi di solito non ricevono la stessa attenzione, volevamo sapere come stessero”.
La mancanza di dati
Per farlo, i ricercatori hanno esaminato le valutazioni di conservazione di oltre 46 mila specie di insetti e aracnidi che vivono negli Stati Uniti, scoprendo che lo stato di conservazione di quasi il 90% delle specie è sconosciuto ed è, quindi, improbabile che goda di una protezione adeguata. “Semplicemente non abbiamo idea di come stiano”, ha continuato l’esperta. “Non si sa quasi nulla delle esigenze di conservazione della maggior parte degli insetti e degli aracnidi in Nord America”. Dalle analisi, infatti, è emerso che la maggior parte dei dati disponibili è frammentaria e che la maggior parte della ricerca si concentra sugli insetti acquatici (effimere, plecotteri e tricotteri), che servono a monitorare la qualità dell’acqua, e sugli insetti, come le farfalle, più interessanti da una punto di vista estetico. “Gli aracnidi, in particolare, sono davvero trascurati in termini di conservazione; la maggior parte degli stati non protegge nemmeno una singola specie”, ha aggiunto l’autore principale Wes Walsh. “Abbiamo bisogno di più dati e di maggiore protezione per gli insetti, ma anche per gli aracnidi”.
Anche i ragni meritano protezione
Il nuovo studio, inoltre, ha evidenziato che la salvaguardia dei ragni varia da stato a stato, con quelli che dipendono maggiormente da attività estrattive (minerarie e petrolifere) che ne offrono di meno rispetto agli stati in cui l’opinione pubblica è più attenta alle tematiche ambientali. “La ricerca dimostra che i migliori risultati in termini di conservazione si ottengono quando ampie e diversificate coalizioni si uniscono”, ha commentato Figueroa, ricordando per esempio come “nel caso degli uccelli, cacciatori, appassionati di birdwatching, organizzazioni non profit e molti altri si sono uniti per raggiungere un obiettivo comune”. Ed è proprio quello che gli autori del nuovo studio sperano si possa fare anche per i ragni e altri insetti. “Dobbiamo apprezzarli per la loro importanza ecologica, e questo inizia con la raccolta di più dati e con la considerazione che meritano di essere tutelati”, ha concluso Walsh.


