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Ronald Wayne c’era 50 anni fa, quando è nata Apple. Dopo 12 giorni è andato via, ma ci racconta perché non si è pentito di quella scelta

di webmaster | Mar 31, 2026 | Tecnologia


Dal suo pensionamento in poi, si è mantenuto in contatto con le nuove tecnologie?

“Ho ancora tutte le capacità che ho sempre avuto, e continuo a usarle. Ancora una volta, puramente per il piacere di farlo. Non mi sono mai sposato, quindi non sono mai stato responsabile verso nessuno se non verso me stesso. Potevo seguire qualunque direzione mi attraesse, ed è così che ho acquisito una gamma così ampia di abilità. È stato tutto un vero piacere”.

Se dovesse consigliare un giovane ingegnere di oggi che volesse costruire la prossima Apple, cosa gli direbbe?

“Nel corso degli anni, molti giovani sono venuti da me a chiedermi cosa avrebbero dovuto fare della propria vita, e la mia risposta è sempre stata la stessa: trova una professione che ami talmente da essere disposto a farla gratis. Se ci riesci, non lavorerai un solo giorno della tua vita. Ti starai semplicemente divertendo troppo. Mi attengo ancora a questa filosofia”.

“Altrettanto importante: circondarsi di persone brillanti e fidarsi di loro per le cose che non si è in grado di fare bene. È proprio per questo che fui lieto di contribuire ad unire i talenti complementari di Steve Jobs e Steve Wozniak nella fondazione di Apple. Quei due uomini erano l’uno il perfetto contraltare dell’altro. Senza il genio tecnico di Wozniak — di cui sentii parlare per la prima volta ad Atari, quando ridisegnò Breakout riducendo il progetto di quarantadue circuiti integrati, all’epoca assai costosi, migliorando al contempo il gioco — era evidente che avesse bisogno di essere affiancato al suo amico, l’uomo di marketing: Steve Jobs. Ed è esattamente quello che feci”.

Usa dispositivi Apple nella sua vita quotidiana?

“Devo confessare che sì, uso un prodotto Apple da anni [solleva la tracolla e mostra un iPhone, ndr]. Ma questo tipo di tecnologia non mi ha mai interessato particolarmente. Come ho detto, mi hanno affascinato così tante cose diverse che qualunque cosa catturi la mia attenzione in un dato momento, è quella la direzione che seguo”.

“Tra le altre cose, negli anni Settanta ho sviluppato un primo progresso significativo nella tecnologia del galvanometro in oltre cent’anni. Quel tipo di strumento a lancetta fu inventato da un tale di nome D’Arsonval negli anni Ottanta dell’Ottocento ed è ancora in uso oggi come strumento di misura generico. Ha però un problema fondamentale: la lancetta è montata su un asse che ruota su un cuscinetto, e ogni cuscinetto, per quanto finemente costruito, genera attrito. Quell’attrito influisce sulla misurazione. Man mano che la tensione sale, la lancetta la segue. Quando scende, la lancetta non torna mai alla lettura reale. Nel 1971 ho ottenuto un brevetto per il primo miglioramento nei misuratori in corrente continua in oltre un secolo. Attualmente sto lavorando con un collega per estendere quella tecnologia al mondo della corrente alternata e produrre uno strumento di misura ben più utile per le applicazioni odierne”.

[Abbiamo richiesto alcuni riscontri in merito alle informazioni dell’ingegner Wayne ad Atari, al San Francisco Maritime Museum, a Lauren Powell Jobs e Steve Wozniak, senza ricevere risposte prima della pubblicazione di questo articolo]



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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