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Come funziona la citisina, il farmaco per smettere di fumare che da ora sarà rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale

di webmaster | Apr 1, 2026 | Tecnologia


Da oggi per i tabagisti che vogliono smettere di fumare c’è un alleato in più. Si tratta di un farmaco a base di citisina, un principio attivo contenuto nella pianta Cytisus laburnum (maggiociondolo) che ha ricevuto l’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), resa esecutiva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che, essendo incluso nei livelli di rimborso del Servizio sanitario nazionale, garantirà l’accesso a questo trattamento per tutti i fumatori che accedono ai centri antifumo. La novità è stata presentata durante un convegno a Roma, che ha coinvolto i responsabili della rete nazionale composta da 110 centri specializzati.

La citisina

La citisina, ricordano dalla Società italiana patologie da dipendenza (Sidap), è un alcaloide naturale estratto dal Cytisus laburnum, una pianta della famiglia delle leguminose con fiori gialli simili al glicine. Questa sostanza agisce interagendo con i gli stessi recettori cerebrali attivati dalla nicotina e, occupando questi siti, è in grado di attenuare i sintomi dell’astinenza, come ansia, irritabilità, insonnia e alterazioni dell’umore. A livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la citisina nelle proprie linee guida cliniche nel 2024, includendola nella lista delle “molecole essenziali” nel 2025. Sebbene in Italia esista da tempo ed sia già stata utilizzata in formulazione galenica, l’Aifa ha approvato la rimborsabilità nel dicembre 2025, diventando oggi mutuabile dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Come smettere di fumare

Sebbene il farmaco sia uno strumento valido per aiutare i tabagisti a smettere di fumare, il percorso terapeutico richiede un supporto medico strutturato. Attualmente, infatti, la dispensazione è riservata ai centri antifumo accreditati per i pazienti tra i 18 e i 65 anni con prescrizione medica. Il protocollo, in particolare, prevede un trattamento orale a scalare di 25 giorni, ossia con un dosaggio progressivamente decrescente, con lo scopo di smettere di fumare entro il quinto giorno di assunzione. Tuttavia, oltre il 50% dei pazienti, come ha precisato Claudio Leonardi, presidente della Sipad, può avere bisogno di un secondo ciclo. “E’ un’opzione terapeutica di prima linea”, ha evidenziato Fabio Beatrice, primario emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e direttore scientifico del Mohre, l’Osservatorio per riduzione del danno. “Il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD”.

La lotta al fumo

Il fumo rimane una delle maggiori sfide di salute pubblica. Basta pensare che solamente in Italia ci sono circa 12,5 milioni di fumatori e che il consumo di tabacco rappresenta una delle principali cause di morte prematura, responsabile a livello globale di circa 8 milioni di decessi all’anno. In Italia, le morti per questa causa sono oltre 90 mila ogni anno, con un impatto economico complessivo, tra costi sanitari diretti e indiretti, che supera i 26 miliardi di euro.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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