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Transizione 5.0, perché le imprese italiane sono in rivolta per una situazione così assurda da sembrare fake

di webmaster | Apr 1, 2026 | Tecnologia


Tant’è che l’ultima legge di bilancio ha stanziato 1,3 miliardi destinati a generiche “misure a favore delle imprese”. Col decreto fiscale 2026, invece, è arrivata la doccia fredda. Le aziende “esodate” avranno diritto a un credito d’imposta, ma soltanto del 35% rispetto a quello che hanno richiesto. Calcolatrice alla mano, chi si aspettava un credito d’imposta del 45% si dovrà accontentare del 15,75%. Il limite di spesa per il 2026, dunque, scende a 537 milioni di euro.

I pannelli fotovoltaici scompaiono dal piano Transizione 5.0

C’è di più: in origine il piano Transizione 5.0 comprendeva anche gli impianti fotovoltaici sotto forma di investimenti trainati, cioè all’interno di un investimento più ampio. Ma a patto che rispettassero condizioni molto rigide: dovevano produrre energia destinata solo allo stabilimento e con pannelli prodotti in Europa e iscritti in un registro apposito. Rispettando questi paletti, il fotovoltaico rendeva ancor più generoso l’incentivo.

Nel decreto fiscale 2026, invece, gli investimenti nelle fonti rinnovabili scompaiono dall’elenco delle misure che hanno diritto all’agevolazione del piano Transizione 5.0. Restano, sempre con il criterio del made in Ue, solo per altri meccanismi separati. Una scelta che non convince del tutto Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare:Siamo d’accordissimo con lo sforzo di creare filiere produttive europee sul fotovoltaico, ma serve una strategia europea per competere con i giganti cinesi, e non si vede”.

Le voci degli imprenditori: “Pensavo fosse una fake news”

“Quando l’ho letto sui giornali pensavo fosse una fake news”, racconta a Wired Italia Piersandro Arrighini, titolare e amministratore unico di Forever Plast, azienda bresciana che si occupa di riciclo della plastica. “Noi eravamo già pronti a settembre, avevamo già pagato le fatture. Ma nel portale del Gse (Gestore dei servizi energetici) risultavano enormi disponibilità di fondi e la scadenza era al 31 dicembre, quindi abbiamo pazientato per chiudere la procedura con calma”, continua.

A novembre, ricevuta la comunicazione dell’esaurimento del plafond, l’azienda ha subito inviato la richiesta. “Era inimmaginabile, siamo sconcertati. Il ministro Urso ha assicurato che avrebbe trovato i fondi; e poi di nuovo, a sorpresa, abbiamo scoperto dai giornali che i soldi non ci sono più. La mancanza di disponibilità non può essere una giustificazione: il governo deve rispettare il 100% degli impegni che si è assunto”. Forever Plast ha investito circa 5 milioni di euro, aspettandosi un credito d’imposta di 2,3 milioni. “Il nostro era un investimento molto complesso: abbiamo acquistato macchinari all’avanguardia ottenendo un risparmio energetico ben superiore rispetto a quello richiesto. Solo per i pannelli solari europei abbiamo pagato 120mila euro in più”, conclude Arrighini. “Ora ho un altro progetto in cantiere, ma non lo farò in Italia”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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