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Svelate le origini evolutive di calamari e seppie, enigmatiche creature sopravvissute alla più grande estinzione di massa della Terra

di webmaster | Apr 1, 2026 | Tecnologia


Con la pelle dai colori sgargianti e il loro caratteristico movimento a propulsione, i calamari e le seppie rientrano tra gli animali più affascinanti dell’oceano. Tuttavia, fino ad oggi, le loro origini evolutive erano rimaste un mistero, sia per la scarsitĆ  di una documentazione fossile sia di informazioni genomiche. A compiere un importante passo in questa direzione sono stati oggi i ricercatori dell’Okinawa Institute of Science and Technology, in Giappone, che hanno appunto gettato nuova luce sulla storia evolutiva di queste creature, svelando che hanno probabilmente avuto origine negli abissi circa 100 milioni di anni fa e sono sopravvissute a eventi di estinzione di massa rifugiandosi in habitat ricchi di ossigeno. Lo studio ĆØ stato pubblicato su Nature Ecology & Evolution.

Calamari e seppie

I calamari e le seppie sono creature note come decapodiformi (ossia che possiedono dieci appendici) che abitano una vasta gamma di habitat, dagli abissi fino alle coste poco profonde. Ciò che accomuna la maggior parte di questi animali ĆØ il loro guscio interno, che può assume forme molto diverse: ad esempio, il famoso osso di seppia ĆØ liscio e arrotondato, mentre nei calamari ĆØ sottile e affilato, e può addirittura assumere una forma a spirale, caratteristica del calamaro a corno di ariete (Spirula spirula). Tuttavia, capire come queste diverse forme siano correlate non ĆØ stato affatto un compito facile per la comunitĆ  scientifica. “Le precedenti ricostruzioni dell’evoluzione dei decapodiformi si basavano su set di dati a risoluzione limitata ed erano soggette a segnali distorti, oscurando le vere relazioni tra le diverse specieā€, ha commentato l’autore Gustavo Sanchez. ā€œI dati del genoma completo forniscono ora un quadro più chiaro e coerente di come questi animali si sono evolutiā€.

L’analisi

Il genoma di calamari e seppie, come spiegano gli autori, ĆØ spesso di grandi dimensioni, raggiungendo il doppio delle dimensioni di quello umano, e per sequenziarlo servono tecnologie avanzate e una notevole potenza di calcolo. Anche la raccolta di campioni adatti ĆØ difficile, poichĆ© ĆØ necessario dna fresco, ma molte specie vivono in habitat remoti o difficili da raggiungere. Per riuscirci, quindi, i ricercatori del nuovo studio hanno combinato ampi set di dati genomici e fossili scoperti di recente, riuscendo cosƬ ricostruire sia la cronologia che il contesto ambientale dell’evoluzione di calamari e seppie.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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