Non è l’unico caso in cui lo storytelling della Artemis II incontra i riferimenti audiovisivi, e d’altronde tutto pare piuttosto normale in un mondo in cui questa stessa missione viene raccontata attraverso social e infinite dirette web. Per esempio, a un certo punto l’equipaggio della Orion si è messo a riprodurre la classica sigla di una sitcom cult come Full House (Gli amici di papà): in apertura del telefilm anni Ottanta, i protagonisti del telefilm svolgevano banali attività quotidiane prima di bloccarsi e sorridere guardando la telecamera, stessi movimenti replicati da Wiseman & co. A partecipare al remake – intitolato Full Capsule – anche Rise, il peluche indicatore di gravità zero disegnato da un bimbo di 8 anni e scelto come mascotte della missione.
Ma a proposito di peluche, ce n’è un altro che ha attirato l’attenzione dei tanti fan incollati a seguire le dirette della Nasa di queste settimane. Parliamo di un pupazzetto raffigurante un gatto bianco dai grandi occhioni kaway e una mezzaluna gialla disegnata sulla fronte: vi dice qualcosa? Certamente, perché si tratta di Artemis, il gatto bianco che assiste – assieme alla compagna Luna – alle avventure delle guerriere di Sailor Moon. Prende il nome, lo stesso della missione, da Artemide, la dea greca della caccia e della luna, e per via di omonimia non poteva che essere coinvolto anche in questa avventura spaziale. Lui, però, è rimasto a terra, infatti lo si è intravisto in alcuni video provenienti dal centro di controllo della missione stessa.

