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Lorenzo Mariani subentra a Roberto Cingolani alla guida di Leonardo, è l’ennesimo “regalo” di Giorgia Meloni a Donald Trump?

di webmaster | Apr 10, 2026 | Tecnologia


Queste decisioni potrebbero aver irritato gli USA

Fonti interne all’azienda non commentano – da prassi – le dichiarazioni e ricostruzioni, ma si limitano a ipotizzare che il risultato del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo scorso potrebbe aver accelerato una serie di interventi del governo sui consigli di amministrazione. La premier, indebolita, avrebbe bisogno di “serrare i ranghi” e di piazzare uomini di stretta fiducia nelle aziende controllate dallo Stato. Quanto al rapporto con gli Stati Uniti e con l’amministrazione Trump, nei prossimi mesi sarà più chiaro se alcune scelte di Roberto Cingolani, come il lancio di Michelangelo Dome, lo scudo antimissile europeo che si contrappone a quello israeliano Iron Dome, ma anche gli accordi con la turca Baykar Technologies, leader nella produzione di droni militari, con le francesi Airbus e Thales, concorrenti della Starlink di Elon Musk e con la tedesca Rheinmetall, che produce mezzi per la difesa a terra, possano aver influito sulla decisione della premier che, insieme all’ungherese Viktor Orbán, resta la leader europea più fedele alle volontà di Washington.

I risultati di Cingolani e le pressioni degli investitori sul governo

Quello che emerge in queste ore è che l’ormai ex ad di Leonardo, nominato dalla stessa Giorgia Meloni nel 2023, fosse una figura considerata da Palazzo Chigi troppo indipendente e quindi poco “controllabile”. Questo confermerebbe la tesi di una scelta politica, anche perché su altro Cingolani era oggettivamente inattaccabile: dal suo arrivo, infatti, il titolo di Leonardo ha vantato una crescita del 300% sui mercati finanziari, tanto che alcune persone informate parlano di pressioni sul governo, da parte degli investitori, per non cambiare i vertici dell’azienda. Il 12 marzo scorso, in occasione della presentazione del Piano industriale 2026-2030, il gruppo aveva vantato un incremento “a doppia cifra”, rispetto all’anno precedente, in tutti i settori del suo business, con ricavi pari a 19,5 miliardi di euro (+10,9) e ordini da 23,8 miliardi (+14,5%). Molto positive anche le previsioni: le stime parlano di ordini per circa 25 miliardi di euro nel 2026 e ricavi per 21 miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere i 30 miliardi entro il 2030.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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