A parte l’ornitorinco, i mammiferi non depongono le uova. Ma un tempo non era proprio così e oggi finalmente lo possiamo affermare con certezza. A dimostrarlo in un nuovo studio pubblicato su Plos One è stato un team di ricerca internazionale, coordinato dalla University of the Witwatersrand, in Sudafrica, e l’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility), in Francia, che, con la straordinaria scoperta di un fossile di un uovo contenente un embrione di Lystrosaurus, risalente a circa 250 milioni di anni fa, ha finalmente risolto un mistero scientifico vecchio di decenni sulle origini della riproduzione dei mammiferi.
Chi era il Lystrosaurus
Il Lystrosaurus, ricordiamo brevemente, era un terapside erbivoro noto per essere riuscito a sopravvivere all’estinzione di massa del Permiano superiore, l’evento di estinzione più devastante che la Terra abbia mai vissuto, circa 252 milioni di anni fa. Mentre innumerevoli specie scomparvero, il Lystrosaurus non solo non si estinse, ma riuscì addirittura a prosperare in un ambiente caratterizzato da una fortissima instabilità ambientale, temperature elevatissime e prolungati periodi di siccità.
La scoperta del fossile
Il fossile è stato scoperto in Sudafrica nel 2008, quasi 17 anni fa, quando, durante la successiva analisi del reperto, divenne chiaro che si trattava di un piccolo di Lystrosaurus perfettamente raggomitolato. Già allora gli esperti sospettavano che fosse morto all’interno di un uovo, “ma all’epoca semplicemente non avevamo la tecnologia per confermarlo”, ha ricordato l’autrice del nuovo studio, Jennifer Botha. Con lo sviluppo di nuove tecnologie, e in particolare della tomografia computerizzata a raggi X di sincrotrone di ultima generazione e dei raggi X ad alta luminosità disponibili presso l’Esfr, i ricercatori sono finalmente riusciti a confermare questo sospetto, dimostrando appunto che si trattava di un Lystrosaurus all’interno di un uovo.
Gli antenati dei mammiferi e le loro uova
Dalle successive analisi, i ricercatori hanno scoperto che l’antenato dei mammiferi deponeva uova dal guscio molle, relativamente grandi rispetto alle dimensioni corporee. Sapendo che, come avviene per gli animali moderni, le uova più grandi possiedono generalmente più tuorlo e quindi più nutrienti per far sviluppare l’embrione autonomamente, i ricercatori hanno quindi ipotizzato che il Lystrosaurus non producesse latte per la prole, a differenza dei mammiferi moderni. Inoltre, dimensioni più grandi rendono le uova più resistenti alla disidratazione e, in un ambiente instabile come quello successivo all’estinzione, questa sarebbe stata una caratteristica fondamentale per la sopravvivenza. Inoltre, come aggiungono i ricercatori, i risultati suggeriscono che i piccoli di Lystrosaurus fossero probabilmente precoci, uscendo dalle uova in una fase già avanzata dello sviluppo, e quindi in grado di nutrirsi da soli, sfuggire ai predatori e poi raggiungere rapidamente la maturità riproduttiva.
Strategie di sopravvivenza
Oltre a fornire la prima prova diretta che gli antenati dei mammiferi deponevano uova, il nuovo studio suggerisce quindi come le strategie riproduttive del Lystrosaurus possano aver influenzato la sua sopravvivenza in ambienti estremi. “Producendo uova grandi e ricche di tuorlo e cuccioli precoci, il Lystrosaurus è stato in grado di prosperare nelle dure e imprevedibili condizioni successive all’estinzione di massa del Permiano”, ha commentato Julien Benoit, tra gli autori dello studio. “In un contesto moderno, questo lavoro ha un impatto notevole perché offre una prospettiva a lungo termine sulla resilienza e l’adattabilità di fronte ai rapidi cambiamenti climatici e alle crisi ecologiche. Comprendere come gli organismi del passato siano sopravvissuti a sconvolgimenti globali aiuta gli scienziati a prevedere meglio come le specie odierne potrebbero rispondere allo stress ambientale in corso, rendendo questa scoperta non solo una svolta in paleontologia, ma anche estremamente rilevante per le attuali sfide in materia di biodiversità e clima”.

