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Medea e le altre, quando il femminismo viene raccontato attraverso i fumetti

di webmaster | Apr 12, 2026 | Tecnologia


Basta fare un salto in libreria per averne la conferma: negli ultimi anni il fumetto italiano (ma non solo) si è aperto a una pluralità di voci che fino a poco tempo fa non trovavano spazio. Aumentano le fumettiste, le autrici, le persone non binarie e trans che pubblicano, espongono, si confrontano con il pubblico e portano nel fumetto temi politici, sociali e culturali che un tempo restavano relegati ad autoproduzioni marginali. In questo percorso il femminismo intersezionale ha avuto un ruolo decisivo non solo nel denunciare discriminazioni e abusi, ma anche nel costruire, reti, strumenti di consapevolezza e nuove possibilità narrative.

Esiste anche un collettivo, Moleste, che ha voluto mettere a sistema questo impegno. Dice Francesca Torre, tra le fondatici di Moleste: “Nasciamo nel 2020 come risposta a un dibattito sugli abusi di genere nel mondo del fumetto. È stata l’occasione per riunire persone interessate a parlare di certi temi, a problematicizzarli e divulgarli.” Da quel momento, il collettivo ha cercato di accendere i riflettori non solo sulle violenze e sugli abusi, ma anche su tutto ciò che, culturalmente, limita ancora la libertà delle autrici. “L’interesse del collettivo era puntare intanto i fari su certe questioni ma anche rendere più chiari concetti che oggi sembrano acquisiti ma che fino a pochi anni fa erano quasi assenti dal dibattito pubblico. Cos’è il femminismo? Cos’è l’abuso di potere? Cos’è la molestia? La prima questione era imparare un linguaggio”.

Per farlo Moleste ha pubblicato Fai Rumoreun’antologia unica e potente per dire basta alla violenza di genere” e poi una rivista SMACK, prodotta da Eris Edizioni.

Le cose stanno cambiando, i panorami si ampliano, le voci si moltiplicano e lo dobbiamo ad autrici come Assia Petricelli (cult il suo Cattive Ragazze, che racconta quindici grandi donne che hanno a loro modo fatto la storia); Fumettibrutti (tornata con Tutte le mie cose belle sono rifatte al memoir intimo, pubblico e politico), Ilaria Palleschi, (con Nereidi ha rivisitato le mitiche figure rendendole pronte alla vendetta per tutte le vittime di femminicidio), Sara Pichelli (creatrice dello Spider-Man Miles Morales, dimostrazione che le i supereroi sono anche “cose da donne”), ma anche Mirka Andolfo, Nova, Bianca Bagnarelli, Grazia La Padula, Francesca Ghermandi, Lucia Biagi e Rita Petruccioli.

Rita Petruccioli è una illustratrice e fumettista che ha fatto del fumetto attivismo politico. Nel curriculum vanta una debutto, Ti chiamo Domani, che riflette sulle tematiche di genere; un fumetto esposto alla Biennale Architettura, Sisterhood in the neighbourhood, per raccontare le caratteristiche che dovrebbero avere le città femministe immaginate da ActionAid assieme al collettivo Rebel Architette; e una lunga collaborazione con la Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma. Proprio a quel luogo, ci ha raccontato, deve la nascita della sua ultima opera, Medea: “La casa delle donne Lucha y Siesta è dove io ho trovato il coraggio di credere nelle mie azioni, in quello che dicevo, nella capacità che avevo di costruire delle storie. Mi ha insegnato il principio di collettività e di cura, il mettere a disposizione degli altri gli strumenti individuali. In quello spazio transfemminista ho imparato che si può agire in maniera diversa, si può creare un’alternativa”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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