Dall’auto all’app, fino alle colonnine di ricarica: come funziona il sistema Niulinx
Niulinx – spiega Foresti – sviluppa l’intero sistema tecnologico che rende possibile la guida autonoma, a partire dall’automobile fino all’app con cui prenotare il percorso, al sistema di gestione remota della flotta, alle colonnine di ricarica. “Non è tra i nostri obiettivi aziendali gestire in prima persona il servizio nelle città europee: lavoreremo con gli operatori, locali e non”, continua.
Visto che ha citato le colonnine di ricarica, non potevamo non chiedergli se Niulinx è un sistema pensato espressamente per l’auto elettrica. “Di per sé, la tecnologia è neutrale e quindi può funzionare anche su auto a motore endotermico”, risponde. “Ma ha senso oggi costruire una tecnologia per auto che da qui ai prossimi 5-7 anni saranno totalmente sfavorite rispetto a quelle elettriche?”.
Se le auto si spostano da sole, si abbattono i costi del car sharing
Sappiamo però che il car sharing negli ultimi tempi non sta navigando in ottime acque. L’esempio più lampante è Milano, dove l’offerta – un tempo molto fitta – si è pressoché desertificata nell’arco di pochi mesi: Enjoy (di Eni) ha abbandonato il sistema free floating, cioè quello che permette di prendere e lasciare l’auto dove si preferisce, mentre Zity (di Renault) ha lasciato la città a dicembre. In entrambi i casi, soprattutto per motivi di costi.
Ma la guida autonoma cambia tutto anche in termini economici, promette Foresti. “Nel car sharing tradizionale, la qualità di servizio percepita è legata a quanto si deve camminare per trovare l’auto. Questo richiede di avere una certa densità di auto sul territorio: all’allargarsi del territorio, il servizio è meno profittevole. Poiché la nostra tecnologia fa muovere le auto, può servire più persone e diventa praticabile su aree molto più grandi, come città metropolitane o regioni”, spiega.
“Inoltre circa il 40-45% dei costi del car sharing oggi è legato a tre attività: spostare le auto da zone ad alta a bassa densità, pulirle e ricaricarle”, continua. “Nel nostro caso, l’auto si muove da sola e quindi bastano pochi punti della città per poterle gestire. Oggi un’auto in car sharing fa circa 10mila km all’anno, noi ne prevediamo 50mila”.
“Se ci fossero solo auto a guida autonoma in circolazione, ci sarebbero meno rischi”
L’altro tema irrinunciabile, ogni volta che si sfiora il dibattito sulla guida autonoma, è la sicurezza. “Niulinx in prima battuta verrà omologata per andare a una velocità massima di 32 chilometri orari. A 30 km/h, un’auto frena e si ferma in meno di tre metri; a 50 km/h servono 12 metri. È una differenza abissale in termini di sicurezza”, sottolinea Foresti. Ed è la stessa argomentazione che ha spinto molti centri urbani – in Italia Bologna, ma non solo – verso il modello della città 30.

