L’Italia, “in considerazione della situazione che stiamo vivendo, ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. È bastata una frase pronunciata quasi di sfuggita, all’arrivo al Vinitaly di Verona, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per dare il via a una serie di commenti, trionfalistici da una parte della società civile, ma anche pieni di dubbi sulla reale entità della decisione, da parte degli osservatori più attenti. La notizia infatti è arrivata come una sorpresa, non per la sostanza (era mesi che società civile, giuristi e parte delle opposizioni la chiedevano) ma per il contesto e per la poca trasparenza che continua a caratterizzare la misura.
Ma che cos’è e cosa prevede l’accordo di difesa tra Italia e Israele? E soprattutto, cosa significa alla lettera “sospensione del rinnovo automatico”. L’accordo esiste ancora, oppure no?
Facciamo il punto
Il memorandum Italia-Israele
Il Memorandum d’intesa tra Italia e Israele, firmato a Parigi il 16 giugno 2003 e ratificato dal Parlamento italiano nel 2005, regola la cooperazione bilaterale in ambito militare: industria della difesa, formazione, addestramento, esercitazioni congiunte, scambio di tecnologie e informazioni, ricerca e sviluppo.
Si rinnova automaticamente ogni cinque anni e il 13 aprile era esattamente il giorno in cui sarebbe scattato il tacito rinnovo per un altro lustro, ovvero fino al 2031. Un’ipotesi già contestata sin dall’inizio dell’assedio di Israele della striscia di Gaza e, a maggior ragione, con i bombardamenti e l’occupazione in corso in Libano.
Il 13 aprile, di concerto con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e con Palazzo Chigi, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all’omologo israeliano Israel Katz comunicando la decisione del governo. Fonti del ministero della Difesa confermano: al momento la cooperazione è sospesa.
Cosa prevede una sospensione?
Il primo problema è di natura giuridica. E non è banale. Meloni ha parlato di “sospensione del rinnovo automatico“, ma non di denuncia formale dell’accordo. E le stesse parole usate da Meloni avevano fatto pensare ai più maliziosi che a essere sospeso fosse solo l’automatismo del rinnovo, ma non il rinnovo in sé: teoria smentita categoricamente dal ministero della Difesa.


