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(dell’inviata Mauretta Capuano)
I ragazzi e le ragazze, ma anche
gli adulti, si affidano a Internet per informarsi, ma “il web è
una sorta di bibliotecario ubriaco per cui nessuno ci dice qual
è la notizia vera, anzi l’algoritmo privilegia la cliccabilità.
Rischiamo di vivere in un mondo che non esiste”. Sigfrido
Ranucci, il conduttore di Report, tornato dal 12 aprile su Rai3
con il suo programma di inchieste, parla dei rischi dell’uso
della rete e dei social e invita i giovani a “governare questo
strumento perché rinunciare è impossibile” in un affollatissimo
incontro, il 14 aprile, alla Bologna Children’s Book Fair.
A partire dal suo libro “per giovani esploratori digitali”
‘Navigare senza paura’ (Ape Junior), Ranucci ricorda che,
secondo le ultime ricerche, i ragazzi e le ragazze “passano 4-5
ore al giorno sui social e quella per loro è la realtà perché il
meccanismo è molto seducente. Vorrei che avessero la forza e la
lucidità di valutare, di tenere il cervello acceso prima di
divulgare un’immagine su quello che considero un frullatore
eterno” afferma il giornalista, autore e conduttore televisivo.
Tanti gli esempi nel libro, che in fondo è un volume gioco,
costruito attraverso quattro storie, in cui viene chiesto ai
lettori di fare delle scelte coinvolgendoli in maniera diretta.
E tanti i casi raccontati, tra cui Elon Musk che “dopo aver
messo le mani su X lo usa come giornale di partito”, nell’evento
alla Children’s Book Fair. “Per la prima volta nella storia
dell’umanità i giovani possono insegnare ai più anziani perché
sono nati digitali, ma sarà l’intelligenza artificiale, da qui a
poco, a rivoluzionare le nostre abitudini e il nostro lavoro.
L’Europa è rimasta indietro e la notizia di questi giorni è che
l’IA ha imparato anche a mentire. Come se ne esce?” chiede
Ranucci che in ‘Navigare senza paura’ mostra alcune proposte. La
cosa importante è “avere coraggio e visione. Qualità che mancano
alla nostra classe politica”, sottolinea.
“Accumulare like fa sentire una persona importante, ma spesso
li ottieni con i contenuti più tossici. Nel libro ho portato
tutta una serie di esempi, alcuni veramente orribili, come
quello di una persona che accettava in cambio di soldi di subire
delle violenze. Il meccanismo era talmente sofisticato che ogni
giorno alla stessa ora ci si collegava per vedere quale era il
grado di violenza che questa persona subiva. La piattaforma,
nonostante le denunce, ha accumulato tantissimi like che
servivano poi a raccogliere soldi per la pubblicità, fino al
punto in cui questo ragazzo è morto per le violenze subite e
solo dopo hanno chiuso quella piattaforma, ma i contenuti
continuavano a girare perché quello è un frullatore eterno.
Quindi se tu vuoi partecipare ad alimentare questo mondo che tu
credi che sia il mondo reale, lo devi fare con una cognizione di
causa” ha sottolineato Ranucci tra gli applausi.
FP


