A Dubai apre il Museum of the Future: la nostra visita in anteprima


Con una astronave che vi atterra dentro, in un video divenuto velocemente virale sui social, è stata è stata annunciata l’apertura del “Museum of the Future” di Dubai, nuovo iconico edificio già eletto ad uno dei simboli della città dei Record. Anche la data scelta per l’apertura è simbolica: il 22 febbraio, 22022022, una data palindroma, che si può leggere da sinistra a destra che viceversa. L’apertura è avvenuta con uno spettacolo di luci e proiezioni sulla facciata in acciaio, sulla quale è incisa una poesia del vicepresidente e premier degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Rashid Al Maktoum dedicata alla propensione di Dubai al futuro. Il 2 dicembre scorso, giorno della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, appena 50 anni fa, la data è stata designata dall’Unesco come il giorno internazionale del futuro. E il National Geographic ha inserito il museo nella lista dei 14 più belli del mondo per la sua architettura così originale.

Cosa troviamo nel Museo

Il Museo di Dubai dedicato al futuro ha la forma di un occhio, 7 piani senza impalcature, e alla sua inaugurazione, avvenuta a distanza da molti anni dalla sua costruzione, iniziata tra il 2015 e il 2016, è stato proiettato un video per spiegare che cosa può accadere nel tempo di un battito di ciglia, quanto futuro viene prodotto, quante cose possono accadere in un tempo così breve, il tutto a sottolineare l’importanza del momento presente, nella costruzione del futuro. All’ingresso un ascensore dalla forma di cabina di astronave porta i visitatori nello spazio. Usciti dalla cabina spaziale, i visitatori possono interagire con astronavi, satelliti, video interattivi e attività che portano a capire come lo spazio è interconnesso con la Terra. Il mantra di tutto il viaggio è che la sostenibilità deve essere parte del nostro futuro, e nello spazio troviamo quelle soluzioni per migliorare la vita sul nostro pianeta. 

Dai cambiamenti climatici alle esperienze immersive

Il secondo capitolo, come lo chiamano qui, è dedicato alla ricostruzione dell’ambiente e al cambiamento climatico, con una area in cui sono esposte tutte le specie animali e vegetali, anche estinte. Tramite una app si possono conoscere le proprietà e le caratteristiche. E poi videowall e anche l’intelligenza artificiale: una sorta di Alice del blockbuster Resident Evil in versione araba, spiega le soluzioni per poter ricostruire un mondo più sano, ma soprattutto prevedere il futuro. Andando avanti il terzo capitolo è un’esperienza immersiva, tra pensieri, riflessioni e desideri, per imparare ad approcciare problemi complessi e sviluppare una attitudine mentale a trovare soluzioni. E alla fine, nel capitolo conclusivo, si rientra nel presente dove le persone si riconnettono con le tecnologie che stanno plasmando l’oggi, con una serie di esposizioni e attività e una area per partner ed esposizioni temporanee che ruoteranno nel tempo. C’è anche una area futuristica dedicata ai bambini, con tutor.

Dubai città del futuro

Ma perché tutta questa attenzione da parte di Dubai al futuro e alla tecnologia? “Dubai è una città incentrata sul business dove la popolazione è molto giovane, 33 anni di media, quindi ha una naturale propensione alla tecnologia. Negli ultimi anni il Governo ha varato una serie di emendamenti e iniziative volte allo sviluppo tecnologico degli Emirati Arabi, che stanno vivendo un forte processo di digitalizzazione. Oggi Dubai è una città decisamente proiettata verso l’innovazione tecnologica, dove c’è una forte domanda di prodotti e soprattutto competenze nel settore IT. In questo contesto si aprono grandi opportunità per le aziende del settore che trovano le condizioni ideali per operare”, ci spiega Alessandro Frangella, Presidente dell’Ordine Internazionale dei Commercialisti negli Emirati Arabi e general manager della AFC Consulting Dubai. “Tra le condizioni vantaggiose per le imprese del settore IT a Dubai – aggiunge Frangella – fiscalità privilegiata con zero imposte sul reddito, assenza di burocrazia e la possibilità di partecipare a continui eventi, fiere e congressi” come anche l’attuale Expo 2022 ha dimostrato.



fonte : skytg24