La sentenza del Consiglio di stato sul riconoscimento degli ospiti negli affitti brevi rimette ordine dopo un anno di incertezze, ma non chiude la questione. Stabilisce infatti che le tecnologie di identificazione da remoto devono essere considerate ammissibili, purchรฉ permettano di verificare che la persona riconosciuta sia effettivamente quella che entra in appartamento.
Ma il nodo lรฌ rimane: quali tecnologie? E soprattutto chi lo decide? Per gli operatori professionali, che da anni investono nella digitalizzazione degli accessi, l’effetto della sentenza รจ quello di un semaforo giallo. Si puรฒ continuare, ma soltanto aspettando il via libera formale del ministero dell’Interno.
Marco Celani, presidente Aigab (Associazione italiana gestori affitti brevi), vede nella sentenza un passaggio cruciale: โLa decisione conferma che alcune tecnologie per il riconoscimento degli ospiti sono utilizzabili, purchรฉ garantiscano che chi dichiara la propria identitร sia davvero la persona che accede alla strutturaโ, spiega. โOra perรฒ serve che il Ministero dica chiaramente quali sono ritenute valide e quali no. Siamo in una fase in cui tutto รจ possibile, ma nulla รจ definitoโ. Lโassociazione, che nei mesi successivi alla circolare del 2024 aveva giร avviato un confronto tecnico con il Viminale, chiede la convocazione di un tavolo per chiudere il cerchio.
Dal 1931 al 2024 e ritorno
Per comprendere il contesto, bisogna tornare al decreto del 1931 (sรฌ, avete letto bene), che per primo aveva introdotto lโobbligo di riconoscimento de visu prima dellโingresso in una struttura ricettiva. Allโepoca de visu significava, banalmente, guardarsi in faccia. Con lโarrivo del digitale lโespressione ha assunto un significato piรน ampio, vicino ai sistemi usati per molte operazioni quotidiane: dai servizi bancari alle procedure pubbliche con Spid. La circolare del ministero dellโInterno del novembre 2024 aveva perรฒ riportato tutto indietro di decenni, stabilendo che il riconoscimento dovesse avvenire โdi persona personalmenteโ. Una formulazione che aveva creato scompiglio nel settore e ha portato al ricorso amministrativo.
Il Consiglio di stato, pur non annullando lโobbligo di riconoscimento, ha perรฒ dato una lettura diversa: ciรฒ che conta รจ che lโidentificazione sia certa e che ci sia prova dellโingresso dellโospite riconosciuto nellโappartamento. Non viene richiesto che questo avvenga fisicamente in presenza. ร un passaggio che apre alla possibilitร di integrare strumenti digitali, ma allo stesso tempo sposta la responsabilitร sul Ministero, chiamato a definire quali tecnologie garantiscano un livello di sicurezza sufficiente.
Quali soluzioni potrebbero essere approvate
Uno dei punti piรน delicati riguarda quindi le tecnologie che il ministero potrร considerare conformi. Celani invita a non confondere la digitalizzazione con l’assenza di controlli: โGli strumenti disponibili sono molti, ma serve una validazione ufficiale. Noi non chiediamo deregolamentazione, chiediamo chiarezzaโ. Molte soluzioni sono giร in uso da parte degli operatori. La verifica tramite videochiamata effettuata dall’interno dell’appartamento o la fotografia scattata allโinterno dellโappartamento, accanto a un elemento riconoscibile o a un QR code che certifica la posizione, sono solo alcuni esempi. โSono strumenti che garantiscono un livello di sicurezza piรน alto della semplice consegna delle chiaviโ, sottolinea Celani, ricordando come anche gli smart lock, le firme elettroniche e la scansione dei documenti all’arrivo siano giร realtร consolidate. Restano piรน problematiche le tecnologie che implicano video sorveglianza continua o riconoscimento biometrico, che comporterebbero vincoli normativi di privacy e costi ben piรน elevati.
Sicurezza, privacy e pratiche sul campo, come la tecnologia puรฒ evitare paradossi
Il tema della sicurezza รจ spesso al centro del dibattito politico. Celani ribatte che โun contratto di locazione trasferisce all’ospite la piena disponibilitร dell’immobile, quindi anche con un check-in faccia a faccia la persona puรฒ passare le chiavi a un terzoโ. Secondo il presidente Aigab, la tecnologia riduce il rischio di errori o di pratiche improvvisate nate dopo la circolare del 2024, quando alcuni host erano ricorsi a punti di consegna. โร evidente che affidare il controllo dei documenti a un esercente qualsiasi non รจ piรน sicuro di un riconoscimento digitale che invia i dati automaticamente alla questuraโ, osserva. Il problema, dice, non รจ la digitalizzazione, ma l’assenza di un protocollo uniforme.
I rischi economici di un ritorno al passato
Se il Viminale interpretasse la sentenza in modo restrittivo, gli effetti sul settore sarebbero tangibili. โUn eventuale blocco del check-in da remoto paralizzerebbe molti operatoriโ, sostiene Celani. Le aziende del settore hanno investito in software, smart lock, sistemi di firma e procedure automatizzate che consentono di gestire molti ingressi al giorno senza rallentamenti. Tornare al riconoscimento esclusivamente fisico significherebbe aumentare il personale necessario, incrementare i costi e ridurre la capacitร ricettiva. โIl mercato del turismo si muove rapidamente e i viaggiatori si aspettano soluzioni veloci e chiare. La tecnologia, in questo, รจ una garanzia, non un ostacoloโ.
Ora serve una regola che valga da nord a sud
Resta dunque lโattesa. Aigab aveva sottoposto al ministero, giร a marzo, un protocollo dettagliato con tutti i passaggi del processo di verifica, ma il Viminale ha preferito attendere il pronunciamento dei giudici. Ora che la sentenza รจ stata depositata, gli operatori vogliono arrivare rapidamente a una definizione. โAbbiamo chiesto un incontro per ripartire da quel protocolloโ, dice Celani. โร paradossale che si possa accedere al fascicolo sanitario elettronico con Spid e che invece non si possa confermare l’ingresso in un appartamento con tecnologie altrettanto sicureโ.
Nel frattempo, il mercato continua a chiedere servizi digitali. Secondo Celani, perfino lโidea che gli ospiti possano preferire un check-in tradizionale รจ superata: โDurante il Covid abbiamo visto che anche gli anziani volevano evitare il contatto diretto. Oggi un accesso non digitale รจ antistorico. E non riguarda solo gli affitti brevi: molti hotel usano giร gli stessi sistemiโ.
Il settore, insomma, รจ pronto. Ora tocca al ministero dellโInterno decidere quali tecnologie potranno essere utilizzate per rendere il check-in da remoto finalmente chiaro, legittimo e stabile.


