L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha imposto una sanzione di oltre 14 milioni di euro a Cloudflare, una società che fornisce servizi di rete e sicurezza, per la violazione delle norme antipirateria. L’Agcom aveva ordinato a Cloudflare di disabilitare l’accesso a una serie di contenuti pirata, ma la società non ha adottato le misure necessarie per contrastare la diffusione di contenuti illeciti.
Il Consiglio dell’Autorità ha irrogato la sanzione il 29 dicembre 2025, nonostante il voto contrario della commissaria Elisa Giomi. La decisione è stata presa a conclusione di un procedimento avviato per l’inottemperanza all’ordine impartito con delibera n. 49/25/Cons del 18 febbraio 2025. In particolare, l’Agcom aveva chiesto a Cloudflare di disabilitare la risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti.
La normativa di riferimento prevede l’irrogazione di una sanzione fino al 2% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione. Pertanto, l’Agcom ha applicato una sanzione pari all’1% del fatturato globale di Cloudflare. L’Autorità ha accertato la perdurante violazione della legge antipirateria e delle relative disposizioni attuative da parte di Cloudflare, che anche dopo la notifica dell’ordine non ha adottato alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti.
Il provvedimento assume particolare rilevanza alla luce del ruolo svolto da Cloudflare, poiché una larghissima percentuale dei siti oggetto di blocco da parte dell’Autorità utilizza i servizi offerti da questa società per diffondere illecitamente opere tutelate. Con tale decisione, l’Agcom dà piena applicazione alla legge antipirateria, che ha ampliato espressamente il novero dei soggetti obbligati a contrastare gli atti di pirateria.
Dalla sua adozione, nel febbraio 2024, ad oggi, con Piracy Shield sono stati disabilitati oltre 65.000 FQDN e circa 14.000 IP destinati alla fruizione di contenuti illeciti. La sanzione impostata da Agcom nei confronti di Cloudlfare rappresenta una delle prime sanzioni pecuniarie importanti in materia di diritto d’autore.
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