Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione: Tre Azioni per Affrontare l’Attesa e il Rischio della Shadow AI La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA) in Italia è un processo complesso e necessario per migliorare l'efficienza dei servizi pubblici. Spesso, però, ascoltiamo frasi…
Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione: Tre Azioni per Affrontare l’Attesa e il Rischio della Shadow AI
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA) in Italia è un processo complesso e necessario per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici. Spesso, però, ascoltiamo frasi come: «Non ho gli strumenti per implementare l’innovazione». Sembra una lamentela, ma in realtà è un’affermazione che riflette una realtà organizzativa in difficoltà. Per anni, molte amministrazioni sono state prive delle risorse, formazione e politiche necessarie per permettere ai dipendenti di innovare. Fortunatamente, questa fase sembra giungere al termine, e con essa anche la scusa per la mancanza di responsabilità individuale.
Il Paradosso dell’Attesa
Molti enti pubblici, pur non essendo disinteressati alle nuove tecnologie, si trovano bloccati in un circolo vizioso. Aspettano le linee guida da AGID per dare il via a qualsiasi iniziativa. Questo, però, genera una paralisi: senza direttive chiare, non possono fornire strumenti ai dipendenti; senza strumenti, non è possibile formare; e senza formazione, non si possono neppure gestire i rischi legati all’uso delle nuove tecnologie. Nel frattempo, i dipendenti fanno comunque uso di strumenti di intelligenza artificiale (AI) non autorizzati, noti come shadow AI, esponendo l’ente a rischi improvvisi. È cruciale non aspettare l’approvazione di linee guida perfette; la gestione del rischio si deve costruire giorno per giorno.
I Fondamenti di un Approccio Strutturato
Per superare le criticità e avviare un’integrazione consapevole dell’AI, ogni ente può adottare tre strategie fondamentali, che compongono un modello operativo noto come “Livello 1”. Queste strategie includono la formazione stratificata, una governance adeguata e strumenti differenziati per i vari ruoli.
Formazione Stratificata
Nonostante l’importanza dell’istruzione continua, molte amministrazioni adottano un approccio unico e generale. È essenziale strutturare la formazione in più livelli: un orientamento di base per tutti i dipendenti, una formazione intermedia per una parte significativa del personale, e corsi avanzati per i cosiddetti “AI Champion”, che diventeranno punti di riferimento interni. In questo modo, ogni lavoratore avrà gli strumenti per utilizzare l’AI in modo sicuro e responsabile.
Governance e Regole Interne
Un altro aspetto cruciale riguarda l’adozione di regolamenti interni sull’uso dell’AI, anche se le linee guida ufficiali non sono ancora pronte. La riflessione deve essere intestata a domande fondamentali, come quali strumenti utilizzare e quali dati non possono essere condivisi. Ridurre il rischio di shadow AI non significa limitare l’innovazione, ma al contrario, governare consapevolmente il fenomeno.
Strumenti Differenziati per i Ruoli
Infine, per un utilizzo efficace dell’AI, è necessario fornire strumenti differenziati in base ai livelli di competenza. Un approccio flessibile è fondamentale: mentre alcuni dipendenti possono trarre beneficio da strumenti semplici e integrati nei loro flussi di lavoro quotidiani, altri necessiteranno di risorse più avanzate.
Conclusione
Implementare queste tre azioni non richiede un budget straordinario o interventi normativi complessi, ma piuttosto una decisione chiara da parte della leadership. Il futuro dell’AI nella PA italiana non dipende tanto dalle normative che verranno, ma dalla volontà di agire ora. Non lasciamo che il cambiamento continui a essere una mera aspirazione. Gli enti che si adopereranno attivamente per implementare queste strategie saranno in grado di costruire una cultura organizzativa solida e reattiva, armata per affrontare le sfide del futuro e rendere l’intelligenza artificiale un alleato strategico per i servizi pubblici.
