Unāevoluzione rapida che non accenna a fermarsi. Ma quali sono i costi di questo sviluppo lampo? Lāintelligenza artificiale, infatti, non si presenta più come uno strumento in grado di migliorare ogni settore della nostra vita. In particolare, i dubbi più grandi sono legati all’ecologia. I modelli di AI più famosi, come ChatGPT o Google Gemini, si basano infatti sullo sfruttamento di grandi quantitĆ di acqua ed energia. Alcuni dati della Banca centrale europea mostrano per esempio che lāintelligenza artificiale ha bisogno di dieci volte il fabbisogno energetico rispetto a una semplice ricerca su Google. Ma lāintelligenza artificiale, oltre a consumare molta energia, ābeveā anche molta acqua: uno studio dellāuniversitĆ della California ha mostrato per esempio che fare tra le 5 e le 50 domande a ChatGPT equivale a consumare mezzo litro dāacqua nel data center di Microsoft nellāIowa.
GreenPT, ĆØ possibile un’AI al servizio della natura?
Proprio i data center, le strutture fisiche che ospitano i server dellāAI, sono al centro del (grande) impatto ecologico. Lāolandese Robert Keus, preoccupato di questo impatto, ha deciso di fondatore GreenPT, un chatbot che mira a rendere lāAI più sostenibile. āI nostri competitors sanno farlo, potrebbero farloā, dice Keus, āma non voglionoā.
āIn questo momento ĆØ come se guidassimo una Ferrari per andare a fare la spesaā, dice l’amministratore delegato olandese, sostenendo che i data center e i modelli utilizzati dallāAI oggi sono troppo grandi e troppo performativi (quindi impattanti a livello ambientale) per lāuso che ne fa la maggior parte degli utenti. āLa sostenibilitĆ di GreenPT inizia dal ridimensionamento delle infrastruttureā, continua, āpassa per i modelli che utilizziamo e finisce con lāeducazione degli utenti stessiā.
Robert Keus e il suo collega Cas Burggraaf cercano quindi di scegliere data center che utilizzino meno elettricitĆ e meno acqua o che siano situati in zone a minore vulnerabilitĆ ambientale. Lāattenzione passa poi ai modelli. āQuello che cerchiamo di fare ĆØ fornire ai nostri utenti modelli più piccoli per determinate attivitĆ che sono più efficienti dal punto di vista energeticoā, spiega ancora Keus. āE lo stesso vale per l’hardware. Il processo non ĆØ perfetto, ma ci stiamo evolvendoā.
L’anello finale siamo noi
Lāultimo anello della catena della sostenibilitĆ voluto da GreenPT passa per lāutente stesso. āCerchiamo di rendere lāutente sempre più consapevoleā, spiega il fondatore. Tendenzialmente infatti, gran parte dellāenergia e dellāacqua usate dallāAI potrebbero essere risparmiate con un miglior prompt, cioĆØ con richieste più specifiche e chiare fatte dallāutente stesso, in modo che il tool possa lavorare meglio la richiesta. āQuindi, se aiutiamo l’utente a definire meglio la domanda all’origine, saranno necessari meno tentativi per arrivare alla risposta volutaā, spiega Keus. āĆ qualcosa su cui stiamo lavorando attualmente, perchĆ© in questo modo l’utente sarĆ più soddisfatto e saranno necessari meno tentativi, il che ĆØ un grande vantaggio non solo per la sostenibilitĆ , ma per tuttiā.


