Alla Ricerca di Misure per Valutare il Nostro Legame con la Natura

La connessione tra umani e natura è un tema sempre più attuale, ma l’idea di vivere in armonia con l’ambiente può sembrare utopistica. Recentemente, ho preso parte a un incontro a Oxford, nel Regno Unito, dedicato alla creazione di strumenti più precisi per valutare il rapporto tra esseri umani e natura. La scienza ha già sviluppato numerose metriche per misurare il degrado ambientale, come le emissioni di carbonio, il tasso di estinzione delle specie e i limiti planetari. Queste misure sono senza dubbio utili, ma spesso suscitano solo paura. Perché non, invece, elaborare metriche che stimolino speranze e sogni?

L’Impatto delle Metriche sul Legame Naturale

Trovare il modo giusto per quantificare il nostro rapporto con altre forme di vita sulla Terra si è rivelato più complesso del previsto. Alcune delle proposte discusse in quel workshop rischiavano di somigliare agli approcci tradizionali, focalizzandosi su dati che riluttano a rappresentare una verità più sfumata. Ad esempio, perché misurare la superficie agricola utilizzata per persona? Gli agricoltori sono spesso visti come i nemici della natura, mentre in realtà le fattorie possono offrire habitat per una biodiversità sia comestibile che non. Durante l’incontro, si è parlato dell’utilizzo delle immagini satellitari per determinare la prossimità degli individui agli spazi verdi. Tuttavia, senza dati locali, risulta difficile argomentare che questi spazi siano effettivamente accessibili.

Le Tre Domande Fondamentali

Alla fine dell’incontro, i circa venti partecipanti – tra scienziati, autori e filosofi – hanno concordato su tre interrogativi chiave da esplorare. In primo luogo, siamo certi che la natura stia prosperando e sia accessibile agli esseri umani? Volevamo indagare se le persone possano effettivamente interagire con l’ambiente circostante. La seconda domanda riguarda l’uso consapevole della natura. Questo concetto non è semplice da definire: che cosa significa curare l’ambiente? Limitarci a non superare la capacità di raccolta sostenibile? O è necessario un approccio che favorisca un’economia circolare? Infine, la terza domanda verte sulla protezione della natura. Misurare quantitativamente questi aspetti può sembrare una sfida, ma se riuscissimo a farlo, potremmo ottenere un punteggio complessivo sulla qualità del rapporto tra esseri umani e natura.

Un Nuovo Indice per Riformulare le Politiche Ambientali

Le nostre idee sono state pubblicate su Nature lo scorso anno. Sebbene non siano perfette, alcune misure come l’analisi delle aree verdi e il calcolo dell’impronta agricola sono state incluse. Attualmente, un team dell’Ufficio per lo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite sta portando avanti questo lavoro, con l’intenzione di lanciare un Indice di Relazione con la Natura (NRI) a fine anno, in concomitanza con il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2026. La speranza è che paesi di tutto il mondo desiderino primi posti in questa misurazione, stimolando una competizione positiva per migliorare le proprie pratiche ambientali.

Pedro Conceição, autore principale del Rapporto, sostiene che questo nuovo indice avrà un ruolo cruciale nel cambiare la percezione dei programmi ambientali da parte dei paesi. Anziché focalizzarsi solo su fallimenti e limiti, il NRI mira a riflettere aspirazioni positive per un mondo più verde e abbondante. Con il miglioramento delle nostre pratiche, il punteggio aumenterà, senza un vero limite al potenziale di crescita.

Conclusione

Comprendere e misurare il nostro legame con la natura è essenziale per costruire un futuro sostenibile. In un contesto italiano, dove aree naturali e agricoltura si intrecciano profondamente nella cultura locale, queste nuove metriche potrebbero influenzare le politiche nazionali e stimolare un cambiamento positivo. In questo modo, saremo in grado di coltivare non solo prodotti, ma anche rapporti più armoniosi e sostenibili con l’ambiente che ci circonda.