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Da Wired.it :

Una ricerca guidata da Nicholas Ashton, professore di neurochimica all’Università di Göteborg, suggerisce che un esame del sangue in grado di rilevare la presenza della proteina tau fosforilata (p-tau) possa aiutare a individuare il morbo di Alzheimer con un’accuratezza fino al 97% anche nei pazienti che non mostrano sintomi della malattia.

Lo studio ha analizzato campioni di sangue provenienti dai database del centro Translational biomarkers in aging and dementia (Triad), del Wisconsin registry for the prevention of Alzheimer’s disease e della Sant Pau neurodegeneration initiative. Lo studio ha incluso i dati di 786 persone con un’età media di 66 anni senza segni di deterioramento cognitivo e non affetti da Alzheimer.

La lastra di un cervello

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Il nuovo test per individuare l’Alzheimer

L’intento era quello di rilevare il biomarcatore p-tau217 nel sangue dei soggetti. Le persone affette da Alzheimer riportano livelli elevati di questa molecola, oltre a un accumulo di betamiloide e proteine tau nella corteccia cerebrale. Attualmente, per cercare queste alterazioni e diagnosticare la malattia si ricorre a una tac cerebrale o una puntura lombare. L’esame del sangue proposto dalla ricerca si è dimostrato accurato al 96% nell’identificare la betamiloide e al 97% nel riconoscere la tau. Secondo gli autori, l’efficacia è simile a quella dei test clinici più avanzati disponibili sul mercato.

Un biomarcatore ematico solido e accurato consentirebbe una valutazione più completa del deterioramento cognitivo in contesti in cui i test avanzati sono limitati. Il suo utilizzo è destinato a migliorare una diagnosi precoce e accurata della malattia di Alzheimer, che porterebbe a una migliore gestione dei pazienti e, in ultima analisi, a un accesso tempestivo alle terapie“, sostengono gli autori. L’analisi del test, pubblicata sulla rivista scientifica Jama neurology, ha concluso che gli esami del sangue hanno fornito una diagnosi “definitiva” per l’80% dei partecipanti.

Il nuovo metodo di screening per l’Alzheimer promette di migliorare la diagnosi nei pazienti affetti da demenza precoce prima che i primi sintomi della malattia diventino visibili. Ma ci sarebbero benefici anche in termini di costi. L’esame utilizzato nella sperimentazione è un test commerciale sviluppato dall’azienda di dispositivi medici specializzati ALZpath. Attualmente è utilizzabile solo per scopi di ricerca, ma si prevede che sarà disponibile a breve anche per uso clinico. L’azienda stima che il prezzo commerciale del test sia compreso tra 200 e 500 dollari, molto meno rispetto alle diverse migliaia di euro necessarie per acquistare la strumentazione necessaria a eseguire una tac.

Diagnosi più tempestive e accessibili

La scienza sta facendo progressi nello sviluppo di metodi diagnostici accessibili per l’Alzheimer, che rappresenta il 70% dei casi di demenza a livello globale. L’anno scorso, per esempio, negli Stati Uniti è stata avviata la commercializzazione di Ad-Detect, il primo esame del sangue che analizza i livelli di betamiloide per identificare il rischio di Alzheimer nelle persone con deterioramento cognitivo.

Nel mondo sono oltre 55 milioni le persone affette da demenza, il 60% delle quali vive in paesi a basso e medio reddito. Solo nel 2019, la condizione neurologica è costata all’economia mondiale 1300 miliardi di dollari. Il 50% di questa cifra è attribuita all’assistenza fornita dai caregiver informali, che dedicano fino a cinque ore al giorno alla supervisione dei pazienti.

Con sette casi su dieci, il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. Si tratta di una malattia progressiva, incurabile e irreversibile, che colpisce soprattutto la popolazione anziana: si manifesta in persone di età superiore ai 65 anni nel 10% dei casi e in soggetti con più di 85 anni nel 47%.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired en español.



[Fonte Wired.it]