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Amazon, droni colpiscono i data center, l’azienda conferma danni strutturali

di webmaster | Mar 3, 2026 | Tecnologia


Amazon Web Services, la piattaforma di cloud computing più diffusa al mondo, ha subito una brusca interruzione dei suoi servizi in Medio Oriente, dopo che i droni hanno colpito data center e strutture operative negli Emirati Arabi Uniti (EAU) e in Bahrain. A notificare quanto accaduto è stata la stessa compagnia, che la scorsa domenica ha comunicato ufficialmente che alcune delle sue strutture erano state colpite da “oggetti” non identificati, causandovi un incendio. Per spegnere il fuoco, Amazon si è vista costretta a tagliare l’alimentazione ai suoi impianti, causando di fatto un’interruzione dei servizi per un tempo prolungato.

L’attacco

Negli Emirati Arabi Uniti, due delle nostre strutture sono state colpite direttamente, mentre in Bahrain, un attacco di droni in prossimità di una delle nostre strutture ha causato impatti fisici sulla nostra infrastruttura”, così Amazon ha comunicato ai suoi utenti di essere rimasta vittima di un attacco di droni legato al “conflitto in corso in Medio Oriente”. L’incidente, secondo quanto riferito dalla compagnia in queste ore, ha provocato “danni strutturali, interrotto la fornitura di energia elettrica alle nostre infrastrutture e, in alcuni casi, richiesto interventi antincendio che hanno provocato ulteriori danni dovuti all’acqua”. Una combinazione letale per i servizi cloud di Amazon, interrotti in tutta la regione. Dal canto suo, la compagnia ha fatto sapere di essere a lavoro per assicurarsi di ripristinarli il prima possibile, nonostante le operazioni risultino difficili a causa della “natura del danno fisico” che ha interessato i data center. Nel frattempo, Amazon ha suggerito ai suoi clienti nella regione di eseguire il backup dei loro dati e “migrare i carichi di lavoro” verso strutture AWS alternative nel resto del mondo, così da poter ovviare all’instabilità causata non solo da questo attacco, ma anche dalla situazione di tensione generale che sta affliggendo il Medio Oriente.

Un rischio per le aziende tech

È la prima volta che gli stabilimenti di una Big Tech vengono coinvolti in un attacco di origine militare, il che solleva non poco preoccupazioni per l’espansione del settore sul territorio. I giganti della tecnologia statunitense, infatti, hanno dichiarato più volte di voler trasformare gli Emirati Arabi in un hub regionale dedicato all’intelligenza artificiale. Microsoft, per esempio, ha comunicato di voler investire sul territorio fino a 15 miliardi di dollari entro la fine del 2029, ricorrendo alle forniture Nvidia per alimentare i suoi data center in Medio Oriente. “Nei conflitti precedenti, avversari regionali come l’Iran e i suoi rappresentanti hanno preso di mira oleodotti, raffinerie e giacimenti petroliferi negli Stati partner del Golfo. Nell’era dell’informatica, questi attori potrebbero anche prendere di mira i data center, le infrastrutture energetiche che supportano l’informatica e i punti nevralgici della fibra ottica”, ha dichiarato il think tank Center for Strategic and International Studies con sede a Washington, sottolineando quali siano i rischi di una presenza delle Big Tech sul territorio.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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