C’era un po’ di orgoglio nazionale nella scelta di includere l’Italia nel progetto pilota Amazon Prime Air, ovvero la consegna con i droni dei pacchi di Amazon, l’unico paese dell’Unione Europea: ma ora il colosso dell’e-commerce ha sospeso il progetto con una comunicazione ufficiale fatta pervenire all’Enac.
Il commento dell’azienda di Seattle è scarno e un po’ fumoso “A seguito di una revisione strategica, abbiamo deciso di interrompere i nostri piani di consegna commerciale con droni in Italia. Nonostante il coinvolgimento positivo e i progressi compiuti con le autorità aerospaziali italiane, il più ampio contesto in cui operiamo in Italia non offre, al momento, le condizioni necessarie per i nostri obiettivi di lungo periodo per questo servizio. I nostri progetti di consegna con droni negli Stati Uniti e nel Regno Unito proseguono positivamente, con voli di test e consegne commerciali che si sono dimostrati efficaci e ben accolti dai clienti”.
Il progetto di consegna con i droni
L’idea era suggestiva anche se lasciava intuire qualche dubbio sulla reale sostenibilità del progetto: consegna con in droni, direttamente a casa degli utenti, in meno di 30 minuti dall’ordine. Per centrare questo obiettivo Amazon ha messo in piedi una divisione speciale chiamata Prime Air con l’ambizione di voler raggiungere 500 milioni di consegne con la propria flotta di droni entro la fine del decennio.
La sperimentazione in Italia non è mai davvero decollata, i primi pacchi consegnati nel nostro paese con questo metodo sarebbero dovuti pervenire a una clientela selezionata tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno per poi entrare a regime nel 2026, ma così non è stato.
I veri motivi dello stop
La “revisione strategica” sembra possa essere correlata ai recenti problemi che Amazon ha avuto con il fisco italiano che ha portato a un recente accordo che prevede il versamento di 511 milioni di euro da parte dell’azienda fondata da Jeff Bezos per sanare un contenzioso legato a presunte irregolarità sul versamento dell’Iva da parte di alcuni venditori del marketplace.
La chiusura, forse definitiva, del progetto in Italia con la base operativa di San Salvo in Abruzzo, lascia l’amaro in bocca sulla possibilità di vedere il nostro Paese all’avanguardia in questo tipo di operatività. La consegna con i droni di Amazon, per quanto poco sostenibile sia dal punto di vista economico che tecnologico, rappresentava l’opportunità di collaudare tutta una serie di procedure e regolamentazioni che avrebbero offerto un vantaggio competitivo sugli sviluppi di questo settore.
La stessa Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), che aveva offerto pieno supporto alla collaborazione con Amazon si è detta “sorpresa” per questa decisione. Bisogna tuttavia ammettere che il progetto Prime Air che prevede una flotta di droni realizzati direttamente dall’azienda di Seattle sta avendo un percorso molto più irto di quando si immaginasse con non pochi ritardi e problemi ancora non risolti dal punto di vista tecnologico, di sicurezza e legale.
La chiusura di Prime Air Italia non ha però alcun impatto per i consumatori del nostro Paese che continueranno a ricevere i loro pacchi con i metodi tradizionali già ampiamente consolidati e collaudati.


