Amazon testa la scansione delle mani per i pagamenti


Alla prova negli Stati Uniti una tecnologica che consente ai clienti di pagare i propri acquisti in negozio grazie alla scansione delle mani e all’incrocio dei dati biometrici con quelli della carta di credito

Amazon
(Photo by Smith Collection/Gado/Getty Images)

Amazon sta lavorando a una nuova tecnologia per rivoluzionare ulteriormente il modo in cui pagare la spesa in negozio. Secondo quanto riporta il New York Post, il colosso dell’ecommerce starebbe testando uno scanner in grado di identificare univocamente la mano dei clienti così da addebitare il conto direttamente sulla carta di credito registrata sull’account dell’utente.

Al momento, Orville, questo il nome del nuovo sistema biometrico di pagamento, è in fase sperimentale su alcuni distributori automatici di snack e bevande installati negli uffici di Amazon a New York. Grazie alle tecnologie di computer vision, i dipendenti non devono nemmeno appoggiare la mano su uno scanner, perché il sistema di riconoscimento è in grado di identificare la dimensione e la forma della mano senza alcun contatto.

La tecnologia è del tutto simile a quella impiegata per i pagamenti con riconoscimento facciale sempre più diffusi nei supermercati senza casse in giro per il mondo, soprattutto in Cina. Gli ingegneri che lavorano al progetto puntano a lanciare Orville entro i prossimi mesi, e a partire dall’anno prossimo questi sistemi di scansione potrebbero essere installati in alcuni punti vendita della catena Whole Foods, di proprietà del colosso di Jeff Bezos.

Dopo i suoi Amazon Go, l’azienda continua quindi a investire sui metodi per rendere la spesa un’esperienza sempre più veloce e tecnologica. Se nei supermercati senza casse di Amazon, infatti, i clienti devono almeno prendere il telefono per scansionare un Qr code sull’app collegata, nel caso del nuovo sistema non servirà più nemmeno questo passaggio.

Altro fattore è il tempo. Se, infatti, per un acquisto con carta di credito si impiegano tra i tre e i quattro secondi, con la scansione della mano basteranno 300 millisecondi fanno sapere gli addetti al progetto.

Secondo quanto spiega al New York Post la ricercatrice Stephanie Hare, che si occupa di etica della tecnologia, Amazon avrebbe preferito la strada della scansione delle mani rispetto a quella del riconoscimento facciale, già contestata all’interno dell’azienda, perché dà meno l’impressione di una “foto segnaletica”, anche se poi, nei fatti, si tratta sempre dell’acquisizione e della gestione di dati biometrici da parte di un’azienda.

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