Anche gli Oscar 2026 potrebbero soffrire le conseguenze dell’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran di questi giorni. La nuova guerra in Medio Oriente ha ovviamente delle ricadute globali e ramificate in tantissimi ambiti, soprattutto geopolitici ed economici. Ma anche il mondo dello spettacolo sarà inevitabilmente impattato da questa crisi: la 98esima edizione degli Academy Awards, che si svolgerà nella notte tra il 15 e il 16 marzo, dovrà volente o nolente confrontarsi – anche solo a livello di atmosfera o di discorsi da parte degli attori – sulle violenze in corso. Ma ci potrebbe essere un risvolto ancora più delicato: ovvero che la sicurezza stessa della serata, che come da tradizione raccoglie celebrità e addetti ai lavori come nessun altro evento di Hollywood, possa essere messa in pericolo.
Nelle scorse ore, infatti, secondo quanto riportato inizialmente dalla testata Abc News, l’Fbi avrebbe notificato le forze dell’ordine della California che l’Iran potrebbe vendicarsi lanciando un attacco di droni da lanciare sulla West Coast degli Stati Uniti, come già preventivato in documenti approntati mesi fa in previsione di un possibile intervento americano: “Di recente siamo venuti a conoscenza che, già a inizio febbraio 2026, l’Iran avrebbe ipotizzato di condurre un attacco a sorpresa utilizzando mezzi aerei senza pilota provenienti da un’imbarcazione non identificata al largo delle coste degli Stati Uniti, specificamente contro obiettivi non specificati in California, nel caso in cui gli Stati Uniti conducessero attacchi contro l’Iran”, si legge nel documento distribuito alla fine del mese scorso, che continua poi aggiungendo: “Non abbiamo ulteriori informazioni sulle tempistiche, i metodi, gli obiettivi o i responsabili di questi presunti attacchi”.
Non ci sono conferme che le autorità stiano trattando come concreta l’eventualità di un attacco di droni e gli ufficiali del Los Angeles County Sheriff Department non hanno voluto commentare il documento ma hanno affermato che stanno continuando a operare su un “livello di reattività elevato e mantenendo un alto livello di vigilanza”. È tuttavia naturale pensare che uno degli obiettivi sensibili nella zona e di questi tempi, proprio per il numero e il prestigio delle personalità che raccolgono, siano proprio gli Oscar 2026, che si svolgono al Dolby Theatre, una sala che ha una capienza di circa 3400 persone, oltre le centinaia di persone che graviteranno attorno all’evento.
Durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì (giorno in cui proprio fuori dal Dolby è stato srotolato il famoso tappeto rosso), la questione della sicurezza e di un’eventuale minaccia iraniana è stata posta al produttore esecutivo della manifestazione Raj Kapoor: “Penso che in questo show abbiamo i migliori team possibili in ogni ambito, compreso quello della sicurezza”, ha risposto lui, non facendo riferimento diretto all’ipotesi di un attacco iraniano: “Quindi, sicuramente come ogni anno monitoriamo cosa sta accadendo nel mondo. Sosteniamo l’Fbi e la polizia di Los Angeles, con cui abbiamo una strettissima collaborazione”. E poi ha aggiunto: “Questo show è come un orologio. Ma vogliamo che chiunque partecipi, assista, o anche solo sia fan e stia oltre le transenne, si senta sicuro, protetto e accolto”.


