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>ANSA-FOCUS/ A Roma sbarca Ear, una nuova frontiera nella ricerca delle arti – Notizie

di Flavio Perrone | Feb 17, 2026 | Tecnologia



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(di Francesca Chiri)
Dalla lettura dei processi creativi
nascosti nelle opere storiche alle sperimentazioni immersive che
interrogano l’intelligenza artificiale; dal confronto
internazionale sui modelli di ricerca artistica ai dispositivi
espositivi che rendono accessibili materiali, tecniche e
stratificazioni dell’opera; dal convegno scientifico alle
esperienze aperte al pubblico.

   
C’è un nuovo modo per ridefinire il modo di intendere,
praticare e raccontare la ricerca nelle arti e Roma lo ha
sperimentato con Ear, Enacting Artistic Research, un progetto
che ha visto insieme le Accademie di Belle Arti di Roma,
Firenze, Brera, i Conservatori di Roma Santa Cecilia e
dell’Aquila Alfredo Casella, l’Università Politecnica delle
Marche, l’Infn dell’Università Roma Tre. Ora lo mette in mostra
con convegni, esposizioni, installazioni, esperienze digitali e
momenti di confronto: un racconto stratificato che mette in
dialogo arte, scienza, tecnologia, patrimonio e formazione
avanzata, restituendo la ricerca artistica come pratica viva ed
esperienza condivisa.

   
Fino al 21 febbraio Roma si trasforma così in un hub diffuso
della ricerca artistica dedicata al pubblico e agli studiosi, un
ecosistema temporaneo che attraversa luoghi, linguaggi e
discipline per rendere visibile il percorso e i risultati
raggiunti.

   
Il percorso si sviluppa tra l’Accademia di Belle Arti di
Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, il Conservatorio di Musica
Santa Cecilia e altri spazi culturali della città, componendo
una vera e propria costellazione di luoghi della ricerca.

   
Artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università,
accademie e centri di ricerca italiani ed europei si incontrano
per keynote e tavole rotonde ma anche per le mostre e le
installazioni aperte al pubblico.

   
Negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Roma va, ad
esempio, in scena l’esperienza multisensoriale della mostra
immersiva Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra
mito, metamorfosi e meraviglia. Una mostra che consente di
attraversare la galleria ideale di Marino e, grazie a
un’applicazione in realtà virtuale, di entrare e vivere in prima
persona il suo “camerino” privato. Sempre all’Accademia viene
aperta al pubblico anche l’installazione One, Too Many — Am I
scared by AI coagency? che esplora il rapporto tra intelligenza
artificiale e intelligenza collettiva.

   
Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini c’è Il non finito: fra
poetica e tecnica esecutiva: grazie alla diagnostica finanziata
dal progetto Ear, indaga il processo creativo attraverso
disegni, ripensamenti e opere in divenire. Mentre, sempre negli
spazi dell’Accademia, sono visitabili dispositivi espositivi
dedicati alla genesi dell’opera d’arte: Tiziano tangibile. La
Pala Gozzi, con una riproduzione gigapixel dell’opera affiancata
da modellini 3D e materiali tattili. C’è IA usata per
visualizzare le fasi immaginative della creazione di
Michelangelo e Sebastiano del Piombo. E c’è anche una dimensione
sonora del progetto che va in scena al Conservatorio di Santa
Cecilia (il 19 febbraio Revelations Acoustic Electroacustic) e
addirittura un progetto di gaming (Hohenstaufen – The Game) che
riporta il patrimonio di Castel del Monte in un linguaggio
videoludico che si fa strumento di ricerca artistica, narrazione
storica e coinvolgimento delle nuove generazioni.

   
È attesa invece per una doppia data a marzo e a maggio
Cluster: Symphony of Data, installazione interdisciplinare nata
dall’incontro tra arte, tecnologia e scienza: trasformerà in
tempo reale i dati del bosone di Higgs dell’esperimento Atlas in
una composizione “artistica”, visiva e sonora.

   

FP

Written By Flavio Perrone

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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