Qualche anno fa a riaccendere i riflettori su l’estro artistico dei Neanderthal era stato un osso di cervo intagliato. Oggi se ne torna a discutere per un puntino rosso molto particolare. Si tratta di una vecchissima impronta digitale, presumibilmente di un Neanderthal appunto, e lasciata su un ciottolo con un significato simbolico.
Un puntino che ĆØ un naso
A raccontare tutto questo ĆØ un team di ricercatori spagnoli, lƬ da dove arriva il ciottolo di granito al centro delle discussioni e protagonista di una ricerca appena pubblicata sulle pagine di Archaeological and Anthropological Sciences, dove lo candidano a diventare āuna delle prime simbolizzazioni facciali umane nella preistoriaā. In effetti tutto sembra suggerire che sia cosƬ. A rendere interessante quel puntino rosso ĆØ infatti la posizione definita āstrategicaā sul ciottolo e la morfologia del ciottolo stesso: il puntino sembra un naso e quel ciottolo sembra una faccia. Un’attivitĆ artistica in sostanza non cosƬ diversa dalle decorazioni sui sassi che affollano oggi i mercatini di artigianato. Ma interessante appunto perchĆ© a realizzarla potrebbe essere stato un Neanderthal.
Un sasso che ricorda un volto
Il ciottolo al centro dello studio arriva dal sito di San LĆ”zaro, nel centro della Spagna, sito di interesse archeologico, in una zona per cui, si legge nello studio odierno, ci sono evidenze di occupazione risalenti a circa 40 mila anni fa e si crede attribuibili ai Neanderthal. Da qui arriva quel ciottolo, grande una ventina di cm e largo una decina, su un lato del quale ĆØ appunto stato rinvenuto questo puntino rosso. Questo sasso ĆØ stato studiato a fondo con una miriade di tecniche, per comprendere la composizione, studiare la provenienza e i dettagli morfologici, e capire con cosa e da cosa era stata fatta quellāimpronta rossastra. A prendere parte allo studio sono stati anche esperti di dermatoglifia della polizia scientifica. In questo modo ĆØ stato possibile confermare che si trattava di unāimpronta digitale.
Una scoperta ādoppiamente eccezionaleā
Secondo le ricostruzioni dei ricercatori, quel sasso ĆØ stato scelto e trasportato da qualcuno e quellāimpronta di ocra – la sola sul sasso e con una localizzazione decisamente centrale – ĆØ troppo particolare per non suggerire un atto artistico. Lo avrebbe eseguito una mano di Neanderthal, che, proprio come noi vittime del fenomeno di pareidolia, potrebbero aver visto nella morfologia di quel sasso una faccia e averlo cosƬ completato come oggetto simbolico. Non ĆØ difficile in effetti cogliere lāimmagine di occhi, il profilo di un naso e di una bocca in quel sasso. Ma i ricercatori, come ha confidato al Guardian il primo autore dellāarticolo David Ćlvarez-Alonso, per quanto si limitino ad avanzare delle ipotesi, si attendono delle critiche: āSe avessimo un sassolino con un punto rosso, realizzato 5000 anni fa da Homo sapiens, nessuno esiterebbe a definirlo una forma di arte āportatileā. Ma associare i Neanderthal all’arte genera molti dibattiti. Credo che a volte ci sia un involontario pregiudizioā.
Lāipotesi che questo oggetto possa essere la prova di un pensiero simbolico ĆØ ādoppiamente eccezionale – concludono gli autori – perchĆ© include l’immagine dermatoglifica più completa finora identificata, ad eccezione dell’impronta digitale parziale di Kƶnigsaue (in Germania, nda), entrambe con un’etĆ minima comparabileā.


