Apple potrebbe essere costretta a ritirare la funzionalità che permette di controllare se le aziende possono tracciare le attività degli utenti su app e siti web (ATT, App Tracking Transparency) a scapito dei consumatori, a causa delle intense attività di lobbying, in Italia come in altri Paesi. “In Apple – si legge in una nota – crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale e abbiamo creato la funzionalità di App Tracking Transparency per offrire agli utenti un modo semplice per controllare se le aziende possono tracciare le loro attività su altre app e siti web”. Una funzionalità, si legge ancora, “accolta con entusiasmo dai nostri clienti e apprezzata dai sostenitori della privacy e dalle autorità per la protezione dei dati in tutto il mondo. Non sorprende – conclude Apple – che l’industria del tracciamento continui a opporsi ai nostri sforzi per dare agli utenti il controllo sui propri dati”.
Cos’è App Tracking Transparency e perché è importante
App Tracking Transparency dà dunque agli utenti il potere di decidere, con un semplice tocco, se consentire alle app di tracciare la loro attività. Secondo uno studio commissionato da Apple, il 75% degli utenti iOS lo sostiene, e una percentuale simile di utenti Android vorrebbe una protezione analoga. ATT è stato lodato da autorità per la protezione dei dati, organizzazioni per i diritti umani e associazioni per la privacy perché offre una scelta chiara e comprensibile, spiegano ancora da Apple, evitando le complesse schermate di consenso previste dal GDPR.
Perché la funzione è sotto esame in Italia
Nonostante il successo tra i consumatori, ATT è al centro di un’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), spinta – questa è l’accusa più o meno velata – da un’intensa attività di lobbying. Secondo le aziende del settore, la funzione sarebbe “abusiva” perché ridondante rispetto ai consensi già previsti dal GDPR. Apple respinge questa tesi, sostenendo che le norme europee dovrebbero rappresentare un punto di partenza, non un limite, e che ATT va oltre la legge per garantire maggiore trasparenza e controllo agli utenti. Una decisione ufficiale è attesa entro il 16 dicembre.
Le accuse di concorrenza sleale e la risposta di Apple
Alcuni operatori sostengono che ATT favorisca Apple rispetto agli altri sviluppatori. L’azienda replica che le regole si applicano a tutti, inclusa Apple stessa. “La privacy per noi è un diritto fondamentale”, ribadisce Apple, sottolineando di non voler essere penalizzata per offrire più protezioni di quelle richieste dalla legge.
Cosa rischiano gli utenti e il dibattito europeo
Se l’AGCM imponesse la rimozione di ATT, gli utenti italiani perderebbero uno strumento semplice e popolare per difendere la propria privacy, spiegano da Apple, mentre i benefici andrebbero alle grandi piattaforme pubblicitarie e ai cosiddetti “data broker”. La Commissione Europea stessa ha riconosciuto ATT come l’unico strumento realmente user-friendly per il controllo dei dati. Apple assicura di voler continuare a dialogare con le autorità per evitare che, paradossalmente, in un continente che ha creato il GDPR, si tolga ai cittadini una protezione aggiuntiva contro la sorveglianza digitale.


