Apple Pay e Google Pay disattivati per 5 banche russe

Da Punto-Informatico.it :

I clienti di cinque banche russe non possono più utilizzare Apple Pay e Google Pay per le transazioni digitali. Inoltre, le carte di pagamento non possono essere usate sui siti di e-commerce registrati nei paesi che appoggiano le sanzioni contro la Russia. Gli Stati Uniti e gli alleati della NATO hanno anche bloccato l’accesso di alcune banche russe al sistema SWIFT, come anticipato la scorsa settimana.

Sanzioni finanziarie contro la Russia

In seguito alla sanzioni imposte dagli Stati Uniti per indebolire il sistema finanziario della Russia, i clienti delle banche VTB Group, Sovcombank, Novikombank, Promsvyazbank e Otkritie non possono più utilizzare le loro carte di pagamento con i servizi Apple Pay e Google Pay. La Banca Centrale russa ha pubblicato un avviso per comunicare le altre restrizioni.

I clienti delle suddette banche non possono utilizzare le carte all’esterno della Russia, né online per gli acquisti su siti di e-commerce registrati nei paesi che supportano le sanzioni. È possibile ancora utilizzare i pagamenti contactless in Russia. L’impatto reale sarà tuttavia limitato, in quanto Apple Pay e Google Pay sono poco sfruttati. I servizi di pagamento più popolari in Russia sono Sberbank Online, YooMoney e QIWI.

Il Wall Street Journal riporta che ci sono lunghe code davanti agli ATM. I cittadini russi cercano di prelevare più denaro possibile per paura che possa essere imposto un limite. Il New York Times ha ipotizzato che la Russia potrebbe aggirare le sanzioni sfruttando le criptovalute, ma diversi esperti affermano che non sarà possibile.

L’ultimo colpo al sistema finanziario russo è arrivato da Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Canada. Tra le misure adottate c’è l’esclusione di alcune banche dal sistema di messaggistica SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) utilizzato per autenticare le transazioni. Le banche non possono più inviare e ricevere denaro. La Russia potrebbe però utilizzare due alternative, ovvero il suo System for Transfer of Financial Messages (SPFS) o il Cross-Border Interbank Payment System (CIPS) della Cina, ma entrambi sono accettati da pochi paesi.





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