Apple produce negli Stati Uniti per evitare i dazi


La trade war che ormai da qualche tempo vede Stati Uniti e Cina ai ferri corti, con gli USA che fanno muro nei confronti di Pechino mettendo i bastoni tra le ruote al business di gruppi asiatici come Huawei, interessa ora anche le aziende a stelle e strisce. Donald Trump è tornato sull’argomento nel fine settimana, focalizzando l’attenzione su Apple e più in particolare su un prodotto della mela morsicata: quel Mac Pro annunciato di recente e destinato al target professionale.

Trump: Apple produca in Texas

Da Cupertino è giunta la richiesta di non applicare dazi per l’importazione dei computer (o delle componenti) prodotti nel territorio cinese. In risposta il secco “no” del Presidente, che ha ribadito la propria linea dura: nessuno sconto per la società, nonostante l’ammirazione per il suo CEO e per il lavoro svolto.

I dazi su Apple non verranno cancellati, né alleggeriti, per le parti dei Mac Pro che sono realizzate in Cina. Costruiteli negli USA, non ci sono dazi!

Stando a quanto riportato da Reuters, durante un incontro con la stampa organizzato nel weekend, Trump avrebbe nuovamente elogiato Tim Cook, sottolineando in ogni caso come la stima non andrà a scalfire la sua convinzione, facendo inoltre riferimento alla possibilità di vedere presto un impianto Apple operativo in Texas.

Voglio che Apple realizzi i suoi impianti negli Stati Uniti. Non voglio che li costruisca in Cina. Quando ho saputo che li vogliono realizzare in Cina ho detto: “È ok, potete farli in Cina, ma quando invierete i vostri prodotti negli Stati Uniti applicheremo i dazi”. Ci stiamo comunque lavorando.

Un uomo che mi piace e che rispetto molto è Tim Cook e insieme troveremo una soluzione. Penso che annunceremo la loro realizzazione di un impianto in Texas. E se lo faranno, ne sarò molto felice.

È bene precisare che da Apple non sono giunti annunci in merito. Trump potrebbe sapere qualcosa a noi non ancora noto oppure aver solo espresso un proprio desiderio. Già in passato il Presidente USA ha più volte citato l’allestimento di una fabbrica dell’azienda nel Wisconsin, mai confermata: con tutta probabilità il riferimento era a quella di Foxconn, realtà da lungo tempo legata alla mela morsicata da contratti per l’assemblaggio dei dispositivi come gli iPhone.

Va inoltre ricordato che il gruppo di Cupertino già nel 2013 ha prodotto il suo Mac Pro in Texas, ma con un esito non soddisfacente per via di problemi legati a questioni prevalentemente logistiche. Non è chiaro se sia in corso un recupero e riadattamento dell’impianto per il nuovo modello. L’applicazione dei dazi rischierebbe di innalzare ulteriormente il prezzo del dispositivo che arriverà sul mercato in autunno, già tutt’altro che contenuto: si partirà da 5.999 dollari per la configurazione base, arrivando a circa 50.000 dollari per quella più avanzata.





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