Tra le costanti che definiscono il dna estetico di Audi, la variante Sportback rappresenta una dichiarazione d’intenti. Nata come ibrido stilistico tra coupรฉ e station wagon, la formula Sportback fonde lโeleganza delle fastback anni Sessanta con un pragmatismo tutto tedesco. Non รจ soltanto una scelta di design, ma un modo di intendere lโaerodinamica come espressione di efficienza, la bellezza come funzione, l’auto come gesto compiuto. La nuova Audi Q5 Sportback, giunta alla seconda generazione, incarna questa filosofia spingendosi oltre: qui il design si fa infrastruttura narrativa, una vera morfologia del movimento.
Audi ha sviluppato nel tempo una grammatica visiva che รจ diventata sintassi condivisa: dal single frame frontale (calandra) alle spalle muscolose che abbracciano i blister quattro (passaruota), dalle linee di cintura ascendente alla coda inclinata come in un’istantanea di slancio. La nuova Q5 Sportback amplifica questo lessico, guadagnando centimetri in lunghezza (ora 4,72 metri) e in larghezza, ma abbassandosi per un profilo piรน teso e dinamico (1,64 m). Il risultato? Un CX di 0,30, che non รจ solo un dato tecnico, ma la conferma che estetica e fluidodinamica possono danzare insieme.
Estetica funzionale e intelligenza formale
Lโimpronta visiva della nuova Q5 Sportback รจ netta e ancora piรน votata alla performance. Proiettori affilati, blister evidenti, paraurti scolpiti. Ma c’รจ qualcosa di piรน che forza esibita: ogni scelta รจ guidata da una logica compositiva. Il profilo della coda, arcuato ma non esasperato, favorisce lo scorrimento dellโaria. Lo spoiler incorpora una luce di stop posteriore che รจ anche elemento di sicurezza e design narrativo: comunica con il mondo, avvisa, si fa linguaggio.


