L’aumento dei costi delle centrali a gas naturale: un effetto collaterale della domanda dei data center

Negli ultimi anni, le grandi aziende tecnologiche, come Microsoft e Meta, hanno accelerato la costruzione di impianti di produzione di energia a gas naturale per alimentare i loro data center. Tuttavia, questa corsa sembra avere un prezzo: i costi per realizzare queste strutture sono aumentati del 66% negli ultimi due anni. Questo dato, riportato da un recente studio di BloombergNEF, solleva interrogativi non solo sulla sostenibilità economica di tali operazioni, ma anche sulla loro influenza sul panorama energetico globale.

Un aumento dei costi che preoccupa

Anche se il costo del gas naturale negli Stati Uniti rimane relativamente basso, la spesa per costruire una centrale a ciclo combinato (CCGT) è passata da meno di 1.500 dollari per kilowatt nel 2023 a 2.157 dollari nel 2024. Inoltre, il tempo necessario per completare un nuovo impianto è aumentato del 23%. Questo scenario ha portato a una crescente insoddisfazione tra i cittadini, specialmente in un periodo in cui l’energia è al centro del dibattito pubblico.

In Italia, le aziende tech stanno osservando con attenzione questa situazione, poiché una simile impennata dei costi potrebbe riflettersi anche sul nostro mercato energetico. Se i costi per l’energia dovessero aumentare in modo simile, le ripercussioni si farebbero sentire non solo sui bilanci aziendali, ma anche sulle tasche dei consumatori.

La domanda energetica dei data center

I data center, pilastri del settore tecnologico moderno, rappresentano uno dei principali motori della domanda energetica. Infatti, si prevede che la loro richiesta di energia aumenti da 40 gigawatt a 106 gigawatt entro il 2035, triplicando così l’attuale fabbisogno. Questo incremento è alimentato dalla crescita delle operazioni basate sull’intelligenza artificiale e dal comune risentimento verso le strutture ad alto consumo energetico. La questione non è più solo di natura tecnica, ma ha assunto connotazioni sociali e politiche, con la richiesta, anche da parte delle istituzioni, di un approccio più sostenibile.

In questo contesto, l’Italia si trova in una posizione cruciale, specialmente con l’aumento della digitalizzazione e della richiesta di servizi cloud. Aziende e istituzioni devono affrontare la sfida di trovare fonti di energia più sostenibili e a costi contenuti, per non compromettere la competitività del settore.

Alternative più sostenibili?

Non tutti i colossi del tech sono convinti dell’efficacia del gas naturale come soluzione a lungo termine. Google, per esempio, ha iniziato a esplorare strade alternative per potenziare la rete elettrica, sfruttando energie rinnovabili abbinate a sistemi di accumulo energetico a lungo termine. Questi approcci utilizzano batterie di nuova generazione, come quelle a base di ferro-aria di Form Energy, che possono fornire energia anche per 100 ore consecutive.

Questo nuovo orientamento verso fonti rinnovabili e sostenibili è particolarmente pertinente anche per le aziende italiane, che potrebbero trarre vantaggio dall’adozione di tecnologie più verdi, con potenziali risparmi economici e miglioramenti di immagine.

Conclusione

Il significativo aumento dei costi delle centrali a gas naturale, alimentato dalla domanda dei data center, rappresenta una sfida sia per il settore tecnologico che per l’intero panorama energetico. In un contesto in cui l’adozione di fonti rinnovabili sta diventando non solo una necessità, ma anche un’opportunità, le aziende italiane devono attentamente valutare le loro strategie energetiche. Investire in tecnologie sostenibili non è solo una questione di etica ambientale, ma rappresenta anche un’opportunità economica significativa per il futuro.