In Italia le auto elettriche circolanti hanno superato le 381.000 unità al termine di febbraio (rispetto alle circa 289.000 unità rilevate un anno fa), mentre le immatricolazioni sono state più di 12.400 contro le circa 6900 dello stesso mese del 2025, con un incremento superiore all’80% (dati Motus-E). Questa progressiva crescita sta comportando anche la creazione di un mercato dell’usato di auto elettriche.
Si tratta però di un segmento ancora limitato, visto che, come riporta UNRAE, nel 2025 sono state circa 35mila le auto elettriche usate vendute, a fronte di un volume complessivo pari a 3,17 milioni di unità. Tuttavia, rappresenta una porta d’ingresso potenziale alla mobilità elettrica per gli automobilisti italiani, dal momento che offre due asset strategici: a livello ambientale, permette di estendere la vita utile di veicoli già prodotti, in linea con i principi dell’economia circolare, mentre, a livello economico, di ottenere un prezzo spesso più accessibile rispetto alle autovetture nuove.
Quali verifiche compiere
Diventa così strategico definire un percorso di scelta informato per aiutare a capire quali verifiche bisogna compiere prima di acquistare un’auto elettrica. A cominciare dal tema delle percorrenze di ogni giorno e dell’autonomia. In questo senso, il “22° Rapporto sulla mobilità degli italiani” di Isfort (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti) offre dei dati interessanti per la riflessione: la lunghezza media degli spostamenti quotidiani è di 9,6 km nel 2024, con un valore per la mobilità urbana pari a 3,8 km e 24,8 km per quella extraurbana. Analizzando invece la distribuzione della distanza, il 78% dei trasferimenti giornalieri avviene entro 10 km, mentre il 19,5% si colloca tra i 10 km e i 50 km e il 2,4% oltre i 50 km. L’automobile rappresenta il mezzo di trasporto di riferimento, dal momento che detiene una quota superiore al 61% sul totale della distribuzione degli spostamenti.
Questi numeri indicano che molte esigenze quotidiane rientrano nelle percorrenze delle auto elettriche usate, ma resta comunque necessario calcolare le proprie percorrenze per scegliere il veicolo più adatto. In generale, infatti, bisogna considerare che l’autonomia reale di un’auto elettrica risente soprattutto di due condizioni: freddo intenso e velocità elevata, che possono portare a una riduzione della percorrenza anche del 30-40%. Al contrario, in città, l’autonomia può essere anche superiore a quella dichiarata sfruttando la frenata rigenerativa.
Come controllare lo stato di salute di un veicolo
Fondamentale è comprendere lo stato di salute (State of Health o SoH) delle celle della batteria, chiedendo un report certificato. Solitamente, sotto il 70-75% di capacità il valore dell’auto scende in modo rilevante. A ciò si aggiunge una verifica della garanzia residua: normalmente i costruttori coprono la batteria fino a 8 anni o 160.000 km; dunque, serve controllare la data di immatricolazione e lo stato di garanzia. Può essere utile conoscere anche la composizione chimica delle batterie, sapendo che quelle NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) soffrono maggiormente le alte temperature, mentre le LFP (Litio-Ferro-Fosfato) hanno meno densità energetica, ma sono più stabili.
Molto importante è richiedere ed esaminare tutta la documentazione relativa alla vita dell’auto elettrica che si intende comprare, tra cui le fatture per la manutenzione insieme alla cronologia dei servizi, degli interventi e delle riparazioni, in modo da conoscere come è stata utilizzata nel tempo. Preziosa è anche una prova su strada per verificare tecnologie specifiche del modello, come la frenata rigenerativa e il preriscaldamento della batteria, oltre alle condizioni generali.


