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Da Wired.it :

Trenta milioni di euro per connettere le startup italiane al resto d’Europa e aiutare gli investitori internazionali a conoscere le giovani realtà del paese. Dopo mesi di lavoro nell’ombra, 2100 Ventures ha svelato squadra e obiettivi: a metterci i fondi è la famiglia di Alessandro Benetton, le chiavi del progetto a tre professionisti con esperienza nel mondo della finanza e del venture capital, Andrea Gennarini, Andrea Casasco e Andrea Gurnari. “L’Italia è un mercato molto grande grazie alla piccola e media impresa, ma non c’è un corrispettivo nei termini del venture capital e nella tecnologia”, sottolinea Benetton. Investire, spiega, “è un’opportunità perché molte tecnologie e innovazioni potranno essere utilizzate nel mondo industriale”.

Il team di 2100 Ventures lavorerà a fianco dei fondi di venture capital internazionali, con un ticket di investimento che potrà variare tra 250mila e 750mila euro, per acquisire dall’1% al 5% delle startup finanziate in fase early-stage (pre-seed, seed e Series A). Gli investimenti saranno in startup attive nei settori B2B saas, climate tech, fintech e data. “Cerchiamo imprenditori che sognano in grande e che sfidano le difficoltà con ostinato ottimismo”, spiega Benetton.

“Mettiamo capitale a disposizione degli startupper, li aiutiamo a essere in connessione con l’Europa e aiutiamo gli investitori a conoscere meglio le occasioni che esistono nel nostro mercato: vogliamo essere un investitore paneuropeo dal cuore italiano”, dice. “Noi dobbiamo essere dei facilitatori”, mette in chiaro Benetton. “Il gioco di tutti deve essere fare sistema. E lo possiamo fare mettendo a disposizione dei founder un network industriale molto vasto, che va da 21 Invest e al mondo di Edizione”, la holding della famiglia Benetton che vanta in portafoglio, tra le altre, il 100% di Benetton, il 57% di Mundys, il 9,9% di Cellnex e il 4,83% di Generali.

Per ora a finanziare il budget di 2100 Ventures è il ramo della famiglia che fa capo ad Alessandro Benetton. “Ci apriremo sicuramente e ci saranno altri investitori – annuncia -. Andremo alla velocità in cui siamo sempre andati: la massima possibile per far sì che questa fase sia di buon ritorno finanziario e di grande apprendimento”.

I primi investimenti

Il fondo ha effettuato finora sei investimenti. Tra le startup in portafoglio figura Jet Hr, che a giugno ha chiuso un round pre-seed da primato per il mercato italiano e propone una soluzione per l’automatizzazione e semplificazione dei processi di gestione dei dipendenti e delle buste paga per le piccole e medie imprese. Nei radar sono rientrati anche Autone, che favorisce la crescita di aziende retail attraverso la gestione e l’ottimizzazione data-driven dell’inventario, e BonusX, piattaforma che aiuta le persone ad accedere ai benefici fiscali e sociali grazie alla digitalizzazione dei processi.“Stiamo già lavorando per ridurre il gap oggi esistente tra l’ecosistema tecnologico italiano ed estero”, sottolineano Gennarini, Casasco e Gurnari. Abbiamo un dialogo continuo con venture capital internazionali nel trovare le startup più ambiziose che sono portate avanti da founder italiani e al contempo – concludono – supportiamo i founder europei ad avere accesso ai mercati dell’Europa meridionale e dell’Italia”.



[Fonte Wired.it]