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Björk nel live di Cornucopia trasforma un concerto in un manifesto del futuro

di webmaster | Dic 18, 2025 | Tecnologia


Immergersi nel live di Cornucopia di Björk ci ricorda come anche attraverso la musica, e l’arte in generale, sia possibile cambiare il mondo. Tutto ciò è possibile da quando una data del decimo tour dell’artista islandese rivive nelle immagini di un film-concerto, proiettato al cinema e disponibile in streaming (al momento solo all’estero, presto anche in Italia). Certo non si è seduti a teatro, non si è travolti dall’atmosfera del momento, eppure risulta chiaro sin da subito che sullo schermo non appare una versione minimizzata dello spettacolo: è un’opera a sé, coerente e ambiziosa.

Cornucopia dal tour mondiale allo schermo

Tra il 2019 e il 2023, il tour di Cornucopia ha segnato una delle fasi più radicali di Björk. Registrato all’Altice Arena di Lisbona e diretto dalla regista Isold Uggadóttir, il film-concerto custodisce l’impianto concettuale di uno spettacolo pensato come ecosistema sonoro, dove i brani costruiscono un corpus denso e avvolgente più che comporre una semplice scaletta.
Le oltre venti telecamere abbracciano la visione complessiva, intercettano i dettagli, accolgono chi osserva e ascolta. È un invito a entrare in un universo dove la musica, le immagini, i gesti e le parole cooperano per costruire una riflessione sul presente e, soprattutto, sul futuro.
In scena c’è un’ipotesi: un futuro, appunto, in cui natura e tecnologia non si neutralizzano a vicenda, bensì imparano a convivere. La scenografia, ideata dalla set designer Chiara Stephenson, dialoga costantemente con l’arte digitale di Tobias Gremmler, oscillando in equilibrio costante tra digitale e analogico. Nasce uno spazio mutevole, organico, attraversato da trasformazioni continue, una scena che respira, si muove nelle performance e ha voce nella musica.

La performance tra maschere e strumenti sperimentali

Si innesta così nel messaggio del concerto anche una dimensione politica ed ecologica: l’intento di Björk non è di predicare né di semplificare, affida piuttosto alla forma il compito di rendere percepibile una visione del mondo.
La scelta degli strumenti, spesso sperimentali e ibridi, va in questa direzione. Per fare qualche esempio: l’aluphone; la Segulharp, un’arpa elettromagnetica; il flauto circolare, ideato per essere suonato contemporaneamente da più persone; la camera di riverbero, una cupola in legno alla destra del palco, che amplia l’esperienza acustica al suo interno verso l’intero pubblico; il calabash ad acqua tra le percussioni. L’ensemble delle Viibra, il settetto islandese di flauti che anima il palco con le sue danze, Manu Delago alle percussioni, Katie Buckley all’arpa e all’elettronica Bergur Þórisson, costruiscono un paesaggio sonoro in cui la voce di Björk si muove con una forza magmatica.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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