Blue Energy raccoglie 380 milioni di dollari per costruire reattori nucleari in cantiere navale

In un momento in cui la rete elettrica globale è sotto pressione a causa dell’aumento del fabbisogno energetico e della crescita degli data center basati su intelligenza artificiale, diverse aziende tecnologiche e utility stanno considerando se l’energia nucleare possa alleviare questa situazione. Dopo che gli ultimi due reattori nucleari realizzati negli Stati Uniti hanno superato budget e tempistiche programmate, il settore è cauto e non desidera ripetere gli stessi errori del passato.

Una visione innovativa per la costruzione di reattori

Jake Jurewicz, cofondatore e CEO di Blue Energy, ha una proposta audace: costruire reattori nucleari all’interno di cantieri navali. Questa scelta, secondo Jurewicz, non solo velocizza il processo di costruzione, ma consente anche una migliore gestione dei costi. L’idea si basa sulla storicità dei reattori a acqua leggera, nati originariamente per sottomarini nucleari. “C’è sempre stata una certa tradizione di pre-fabbricazione in questo contesto”, afferma Jurewicz, evidenziando come il settore possa trarre insegnamenti dal passato.

Per finanziare il suo primo progetto da 1,5 gigawatt, che verrà avviato in Texas entro la fine dell’anno, Blue Energy ha raccolto 380 milioni di dollari grazie a un mix di equity e debito. Questo round di finanziamento è stato guidato da VXI Capital, con la partecipazione di At One Ventures, Engine Ventures e Tamarack Global.

Un nuovo approccio alla costruzione nucleare

Diversamente da molte startup nel campo nucleare, Blue Energy non sta progettando un nuovo tipo di reattore, ma sta ripensando il modo in cui vengono realizzati. L’ispirazione di Jurewicz proviene dal processo praticato da Venture Global, noto per la costruzione di terminal per gas naturale liquefatto, che consente di ridurre drasticamente i tempi di esecuzione. “Hanno dimezzato i tempi di costruzione, il che è stato molto innovativo”, afferma.

Spostando la maggior parte della costruzione in cantieri navali, Blue Energy punta a creare un ambiente più controllato e in grado di favorire l’automazione, il tutto mirando a una significativa riduzione dei costi. “Minimizzare la costruzione in loco significa spostare il lavoro in una fabbrica”, spiega Jurewicz. Questo approccio non solo coinvolge una produzione più centralizzata, ma offre opportunità per ridurre il lavoro manuale e quindi i tempi di lavorazione.

Opportunità per il mercato globale

Una volta che i componenti del reattore saranno completati, l’azienda prevede di trasportarli via barca fino al sito di installazione. Anche se questa modalità limita il numero di possibili localizzazioni, Blue Energy può comunque raggiungere diverse aree geografiche attraverso fiumi, ampliando la sua portata in Stati Uniti, Europa, Africa e Asia. “La maggior parte della nostra popolazione e della crescita della domanda energetica si trova lungo i corsi d’acqua”, raccomanda Jurewicz.

Questa strategia ha già suscitato l’interesse di importanti finanziatori di progetti. Jurewicz ha menzionato che numerosi grandi fondi d’infrastruttura e banche sono coinvolti nel processo di finanziamento e che ci sono stati segnali promettenti in risposta alla loro proposta.

Conclusione pratica

Per l’Italia, l’approccio innovativo di Blue Energy potrebbe offrire spunti interessanti per il settore energetico nazionale, che sta cercando di diversificare le sue fonti e di affrontare le sfide legate alla transizione energetica. Con una forte spinta verso la sostenibilità e l’energia pulita, strategie come quella di Blue Energy potrebbero ispirare nuovi modelli di business e collaborazioni nel panorama italiano, contribuendo a un futuro energetico più resiliente e sostenibile.