Il sistema funziona posizionando sul terreno dei telescopi che misurano il numero di raggi cosmici chiamati “muoni” che lo attraversano. I dati raccolti vengono poi incrociati con rilievi satellitari per creare modelli tridimensionali che correlano le sostanze a valori di densità specifica, generando mappe di colore che rivelano la composizione interna del sito. L’obiettivo principale è il landfill mining: la trasformazione delle vecchie discariche in “miniere” di materie prime
Vedere che cosa c’è nel terreno senza scavare. Oggi è possibile grazie a un’innovativa tecnologia di scansione 3D e all’utilizzo della muografia, una tecnica di acquisizione di immagini digitali che sfrutta i raggi cosmici chiamati “muoni” e che permette di mappare il sottosuolo di discariche e zone inquinate, per individuare materiali da riciclare. E’stata ideata da RES S.p.A. (Recupero Etico Sostenibile), una società di Pettoranello del Molise in provincia di Isernia, che è diventata leader nella Circular Economy ed è quotata sul mercato Euronext Growth Milan.
Come si realizza la “TAC” del terreno
Il sistema funziona posizionando dei telescopi (rilevatori) che misurano il numero di muoni che attraversano una massa. Queste particelle ad alta energia, invisibili all’occhio umano, non necessitano di alimentazione o segnali esterni, rendendo la tecnologia applicabile anche in ambienti estremi. I dati raccolti vengono poi incrociati con rilievi satellitari per creare modelli tridimensionali che correlano le sostanze a valori di densità specifica, generando mappe di colore che rivelano la composizione interna del sito. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli Federico II, sotto il coordinamento scientifico del Prof. De Lellis.
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“La tecnologia della muografia non è solo uno strumento di indagine, ma un pilastro per un nuovo modello di landfill mining e monitoraggio ambientale” sottolinea Antonio Lucio Valerio, amministratore delegato di RES S.p.A. “La ricerca tecnologica, insieme all’attenzione al benessere dei lavoratori, sono da sempre i nostri obiettivi”.
Landfill Mining e sostenibilità
L’obiettivo principale è il landfill mining: la trasformazione delle vecchie discariche in “miniere” di materie prime. “È una tecnica non invasiva – spiega l’ingegnere Fabio Sebastiano, responsabile della ricerca e sviluppo di RES S.p.A. – che consentirà di intervenire chirurgicamente solo dove si ha la certezza di trovare plastica, metalli o materiali preziosi come il rame, agevolandone il riciclo e la valorizzazione. Il processo tecnico prevede l’estrazione e la scansione delle lastre dai telescopi per ottenere la densità dei punti osservati. Confrontando poi il modello tridimensionale ottenuto con i rilievi satellitari, è possibile identificare con precisione la consistenza e la tipologia dei materiali nel sottosuolo. Questo permetterà di decidere ‘dove e come orientare lo scavo’, solo dopo aver analizzato i dati”.
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