**Bridgerton **è tornata, e con lei tutta la miriade di costumi, acconciature e scenografie colorati e studiati nel minimo dettaglio, nell’atmosfera da perenne ballo delle debuttanti a cui la serie ci ha abituato da anni. Siamo alla quarta stagione, l’identità di Lady Whistledown, la penna più pungente di Bridgerton è ormai stata svelata e la Regina la reclama ogni tre per due perché avida di gossip. Per combattere la noia, stanca del solito format della ricerca del Diamante di stagione, cioè della donzella più preziosa che dovrà maritarsi, sua maestà cerca in questa edizione “lo scapolo d’oro”. E finalmente Bridgerton si rinnova, in un cambio tutt’altro che superficiale. Peccato che di tutta la famiglia Bridgerton sia rimasto tra i maggiorenni solo Benedict (Luke Thompson), il famigerato libertino pansessuale che tutto desidera tranne una relazione seria. Ma la legge di questo show è implacabile: tutti trovano l’amore, prima o poi, a Bridgerton.
Non sfuggirà neanche lui, resterà ipnotizzato da una perfetta sconosciuta dalla maschera d’argento prima, e da una domestica colta e intraprendente poi. Che siano la stessa persona? Guardare per scoprire, ma le vere novità che rendono questa quarta stagione degna di essere seguita non riguardano tanto il filone romantico – che pure permane, con tanto di acceleratore ben spinto sul desiderio – ma temi sociali che rendono ancora più godibile la visione. Su tutti la rivolta delle domestiche, che reclamano a gran voce salari più congrui. La grande differenza di questa stagione sta proprio nello spostamento di focus sul mondo dei domestici, certo non meno stimolante a livello narrativo di quello dei nobili, con tanto di spietata descrizione del cinismo della lotta di classe (ai domestici è proibito molto, incluso il matrimonio con chi appartiene a un’altra classe sociale).



