Camion elettrici: fra pochi anni saranno migliori di quelli tradizionali

da Hardware Upgrade :

Non più tardi di giugno il Parlamento Europeo ha sancito lo stop alla vendita di auto a diesel e benzina dopo il 2035; non sono ovviamente mancate le contestazioni – alcune ancora in atto – in molti paesi, basate soprattutto sull’idea che il divieto sia troppo vicino e che le aziende del settore necessitino di molto più tempo per convertire la loro intera linea produttiva dal termico all’elettrico.

Tesla semi

Senza entrare nella diatriba se tale affermazione sia vera o meno, la ong Transport & Environment, che abbiamo menzionato più volte, ha commissionato all’istituto di ricerca olandese TNO un dossier che investigasse sullo stato dell’arte del passaggio dal termico all’elettrico per tir e camion. Il risultato è che entro il 2035 i modelli a zero emissioni non sono costeranno meno degli omologhi a diesel, ma avranno anche prestazioni migliori, persino sulle lunghe distanze. Partendo dal presupposto che “la vita media” di un tir è di diciotto anni, nel 2035 dovrebbe iniziare il ricambio della flotta europea e a quel punto essere sostituiti direttamente con modelli a zero emissioni in tutti i mercati del Continente, con alcuni mercati nazionali, come quelli del Nord Europa, che dovrebbero decarbonizzare ancora più velocemente.

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Inoltre, confrontando i TCO (costi totali di proprietà) di un modello elettrico e uno tradizionale, quello dei mezzi a zero emissioni risulta inferiore, pur mantenendo le stesse performance per distanza percorribile, carico e tempo di guida dei colleghi alimentati a diesel.

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Gli autocarri a lungo raggio avranno inizialmente un potenziale di adozione più lento, ma cresceranno rapidamente fino all’80% entro il 2026 e al 99,5% entro il 2030. Ciò è possibile prendendo in considerazione la distanza percorsa dalla quasi totalità del trasporto su gomma (97% dei mezzi pesanti circolanti) che è pari a 800 km al giorno, un range coperto da buona parte dei veicoli proposti dal mercato; solo lo 0,2% dell’offerta elettrica non riesce a competere con il corrispettivo termico, ma per compensare il gap basterà una fermata in più lungo il percorso (oltre alle pause previste dalla legge) in cui effettuare la necessaria ricarica. “I legislatori europei possono puntare con fiducia sui mezzi elettrici per il trasporto merci, sapendo che saranno più economici, avranno maggiore capacità di carico e saranno in grado di muoversi su distanze perlomeno equivalenti a quelle coperte dai diesel”, ha dichiarato Andrea Boraschi, Clean Mobility Manager di T&E Italia.

 

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