Candy Candy e le altre indimenticabili eroine dell’animazione



Da Wired.it :

Quarant’anni fa, il 2 marzo 1980, arrivava in Italia un personaggio femminile dei cartoni diventato un vero e proprio fenomeno culturale. Qui è in buona compagnia

Nella cultura popolare italiana degli anni ’70, ’80 e ’90 moltissimi cartoni animati sono stati seminali, tanto da entrare nell’immaginario comune e conquistare trasversalmente svariati settori dall’editoria alla spettacolo passando per la moda, il merchandising e parecchio altro. I robottoni come Mazinga e Daitarn III o le eroine perseguitate da mille avversità come Lady Oscar e Georgie, fanno parte di questo fenomeno e testimoniano quanto l’animazione nipponica abbia influenzato il nostro paese, al punto che chiunque, a prescindere da età e genere, riconosce questi nomi. Il 2 marzo 1980 debuttava in Italia Candy Candy: cogliamo l’occasione per questa rassegna delle altre eroine indimenticabili dell’animazione.

1. Candy Candy

Una delle eroine più sventurate della storia della letteratura mondiale, l’esuberante ragazzina bionda con le lentiggini creata dalla penna di Kyoko Mizuki è diventata famosa in tutto il mondo grazie al tratto delicato e sognante della mangaka Yumiko Igarashi prima e l’adattamento televisivo poi. Nel corso della sua travagliata esistenza, l’orfanella inglese cresciuta nella Casa di Pony e adottata dalla ricca famiglia Legan (solo per impiegarla come cameriera) affronta le vessazioni dei fratellastri – l’invidiosa Iriza e il codardo Neil –, conquista l’affetto degli amici della vicina famiglia Andrew – l’angelico Anthony, il nerd Stear e lo stiloso Archie – per poi trasferirsi a studiare in un college londinese sotto l’egida del misterioso zio William. Candy migrerà negli Usa e finirà a fare l’infermiera a Chicago e a innamorarsi del bad boy per eccellenza dei cartoni giapponesi, l’attore di teatro Terence, sopportando altre mille sferzate del fato. Candy Candy è tanto famoso che in Oriente esiste la sindrome di Candy Candy (ovvero da “crocerossina”) e in Italia un seguito delle sue avventure venne inventato e pubblicato in forma di fumetto a colori per buona parte degli anni ’80, corredato da un variegato merchandise.

2. Miss Dronio

Chi dice che una villain non possa essere un’eroina? Stiamo parlando della sfortunatissima e diabolica boss del Trio Drombo, gli scagnozzi di un misterioso super cattivo (il Dottor Dokrebei) che si scontrano puntualmente con i buoni Yattaman del cartone animato omonimo. La vanitosa Dronio è perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, aggressiva e manesca, ma è anche sexy e soprattutto resiliente: alle esplosioni, all’incedere del tempo e allo scorrere delle mode. Insieme ai fedeli Boyakki e Tonzula, cerca di eseguire gli ordini assurdi del suo fantomatico capo e resiste stoicamente a infinite sconfitte, attestandosi come l’eroina di tutte le antieroine.

3. Pollon Combinaguai

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!”. Questa canzoncina vagamente ambigua è una citazione celeberrima dal cartone animato – anche questo tratto da un manga un po’ malizioso di Hideo Azuma – che per gli alunni delle scuole elementari e medie cresciuti negli anni ’80 ebbe anche un curioso valore didattico, fornendo un’infarinatura di mitologia greca. La protagonista eponima, la scatenata Pollon, è infatti un’abitante dell’Olimpo. Figlia del dio del sole Apollo (che in questa versione è un amabile scansafatiche sempre brillo), nipote di Zeus (un vecchiaccio sempre dietro alle gonnelle puntualmente punito della spietata Era, moglie e mistress con tanto di frusta), vive buffe avventure che ripercorrono le storie più famose della mitologia greca con l’amico Eros, lo sgraziato dio dell’amore soprannominato “Pennuto”. La ragazzina da vezzoso vestitino rosa e dalla voce assordante che canticchia “Sono la figlia di Apollo” deve compiere varie missioni per diventare anche lei una dea.

4. Margot (Fujiko)

La ladra creata dalla matita di Monkey Punch è la protagonista femminile di Lupin III, personaggio principale di un franchise di successo alla fine degli anni ’60. I cartoni animati ispirati alla avventure dell’inafferrabile ladro, in grado di compiere furti impossibili grazie all’aiuto del silenzioso samurai Goemon e del micidiale tiratore Jigen, hanno reso famosa anche la regina di tutte le eroine super sexy dell’animazione nipponica. Fujiko è bellissima, prosperosa, audace, tentatrice e totalmente inaffidabile. Puntualmente tradisce o imbroglia Arsenio Lupin, follemente infatuato di lei, per alimentare ambizione e fame di ricchezze, senza tuttavia mai diventare meschina o volgare. La femme fatale per eccellenza.

5. Ranma

Se c’è stata una paladina – sebbene controvoglia – della fluidità di genere in tempi non sospetti è stata la protagonista dei manga di Rumiko Takahashi Ranma ½. Nasce teenager esperto di arti marziali, che si immerge in uno delle decine di laghetti facenti parte delle sorgenti maledette cinesi di Jusenkyo. Ognuna di queste provoca una trasformazione nella sua vittima che si scatena con l’acqua fredda e scompare temporaneamente con quella calda: lo smemorato Ryoga si trasforma in un tenero porcellino, la bella Shampoo in una gattina e Ranma in una ragazza. La vita del serioso giovanotto, destinato ad assumere le fattezze di un prosperoso alter ego femminile, è uno/una dei personaggi dei cartoni più noti degli anni ’90, nonché uno dei favoriti dai cosplayer di sempre.

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[Fonte Wired.it]