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sabato, Feb 10

Carbon Capture Utilization and Storage: trasformare l’anidride carbonica in opportunità



Da Wired.it :

Per esempio, le stime IEA prodotte a ottobre 2023 (qui il report completo) stabiliscono che, per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050, la Ccus dovrà essere in grado di evitare l’emissione di 6,04 miliardi di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera all’anno. Insomma, una quota tutt’altro che trascurabile.

Un po’ di storia, e molte prospettive: le Ccus in Italia

Lo stoccaggio dell’anidride carbonica non è una tecnologia del tutto nuova, anzi se ne parla ormai da più di cinquant’anni. Già nel 1972 venne costruito il primo centro Ccs su larga scala in Texas, presso un giacimento petrolifero, poi – dopo quasi 25 anni – fu realizzato un impianto di grandi dimensioni anche in Europa, situato nel Mare del Nord al largo della Norvegia. Da allora questa tecnologia ha ottenuto sempre più diffusione: oggi sono oltre 350 i progetti di cattura o stoccaggio dell’anidride carbonica in via di sviluppo, e questo numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni. E un contributo sostanziale allo sviluppo di questa tecnologia arriva anche da Eni, grazie a numerosi investimenti per rendere gli impianti più efficienti.

Insieme a Snam, è in fase di sviluppo il principale progetto di cattura e stoccaggio di CO2, al largo di Ravenna, che si basa sull’utilizzo della capacità dei giacimenti a gas esauriti dell’Adriatico. Grazie alla recente ammissione alla lista europea dei Progetti di Interesse Comune (Progetti PCI), l’hub di stoccaggio della CO2 di Ravenna avrà un ruolo chiave nella creazione di una filiera internazionale high tech nel settore della decarbonizzazione. Questo progetto, impostato sulla falsa riga del britannico HyNet North West nell’area della baia di Liverpool (nel Regno Unito), permette di intervenire in modo concreto sulla riduzione delle emissioni in settori che a oggi sono i più difficili da decarbonizzare.

Già nel corso del 2024 è previsto l’inizio della fase 1 del progetto Ccs Ravenna. Lo sviluppo industriale della fase 2, il cui avvio è previsto verso la fine del 2026, consentirà di raggiungere una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate all’anno al 2030, poi ulteriori espansioni potranno portare i volumi fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Inoltre, il progetto favorirà la creazione di una filiera nazionale ad alto contenuto tecnologico nel settore della decarbonizzazione e garantirà la creazione di un numero notevole di nuovi posti di lavoro.

Le prospettive future e il ruolo della ricerca

A oggi la stragrande maggioranza della CO2 catturata viene intrappolata in formazioni geologiche profonde, per evitare che contribuisca all’effetto serra. Ogni altra soluzione, come la Carbon Capture and Mineralisation (e-Ccm) per la mineralizzazione della CO2 e i cosiddetti Dac (Direct Air Capture) per la cattura dell’anidride carbonica direttamente dall’atmosfera, rappresentano delle tecnologie ancora in via di sviluppo e che richiedono ulteriore ricerca per arrivare a determinare dei benefici concreti per l’ambiente. Oggi si ipotizzando anche nuovi modi di utilizzo dell’anidride carbonica e ulteriori possibili destinazioni, ma mancano ancora numerosi tasselli per trasformare queste tecnologie da ricerca a soluzione davvero sostenibile per la trasformazione energetica globale.

Carbon Neutral

Una sezione dedicata alle innovazioni in ambito energia, powered by Eni

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[Fonte Wired.it]