Immagini di ChatGPT con filigrana invisibile: SynthID di Google entra in gioco Da oggi, tutte le immagini prodotte da ChatGPT, Codex e le API di OpenAI saranno dotate di watermark invisibili conosciuti come SynthID, una tecnologia sviluppata da Google DeepMind.…
Immagini di ChatGPT con filigrana invisibile: SynthID di Google entra in gioco
Da oggi, tutte le immagini prodotte da ChatGPT, Codex e le API di OpenAI saranno dotate di watermark invisibili conosciuti come SynthID, una tecnologia sviluppata da Google DeepMind. Questa novità si va ad aggiungere alle credenziali C2PA, già integrate da OpenAI, e rappresenta un passo importante nella lotta contro la disinformazione e l’uso improprio delle immagini generate dall’intelligenza artificiale.
L’approccio a due livelli: resistenza e trasparenza
OpenAI ha chiarito che i due sistemi di watermarking, SynthID e C2PA, sono creati per lavorare in sinergia. Da un lato, C2PA fornisce una serie di metadati dettagliati riguardo l’origine del contenuto; dall’altro, SynthID è progettato per mantenere la sua identificabilità anche quando i metadati vengono rimossi, una pratica comune su molte piattaforme. Questo è particolarmente rilevante perché, spesso, i metadati possono venire eliminati inavvertitamente quando un’immagine viene condivisa o caricata su un altro servizio.
SynthID è incorporato all’interno dell’immagine stessa, rendendolo capace di resistere a operazioni come screenshot, ritagli e condivisioni sui social media. Mentre C2PA offre informazioni più dettagliate, è anche più suscettibile alla perdita di dati. In pratica, i professionisti del fact-checking e le agenzie di stampa hanno già iniziato a utilizzare SynthID per verificare in modo più efficiente i deepfake, dimostrando la sua utilità nel contesto attuale della disinformazione.
Un portale di verifica per tutti
OpenAI ha introdotto anche un portale pubblico di verifica, che consente agli utenti di caricare qualsiasi immagine per controllare la presenza di watermark o metadati associati all’IA. Questo strumento è in grado di verificare sia SynthID che C2PA, informando se un’immagine è stata generata attraverso uno degli strumenti di OpenAI. Al momento, il portale è limitato alle immagini create da OpenAI, ma l’azienda prevede di ampliarlo includendo altri sistemi di verifica nei prossimi mesi.
Tuttavia, OpenAI avverte che “nessun metodo di rilevamento è infallibile”. In altre parole, se l’immagine non mostra metadati o watermark, il portale non può fornire una conclusione definitiva sulla sua origine. Questa avvertenza è fondamentale, dato che la bassa qualità delle immagini o la loro manipolazione potrebbero ingannare i sistemi di verifica.
Implicazioni per il mercato italiano
La presenza di watermark invisibili e la possibilità di verificare le immagini possono avere un impatto significativo anche sul mercato italiano. Diversi settori, come quello della pubblicità, dell’editoria e del giornalismo, potrebbero beneficiare di strumenti che rendono più semplice identificare l’origine delle immagini, garantendo una maggiore trasparenza. In un momento in cui la disinformazione è all’ordine del giorno, queste tecnologie potrebbero aiutare le aziende e le organizzazioni a costruire fiducia presso i propri utenti e lettori.
In sintesi, l’introduzione di SynthID e il portale di verifica di OpenAI rappresentano un passo importante verso una maggiore responsabilità e trasparenza nell’uso delle immagini generate da intelligenze artificiali. Sebbene non siano strumenti infallibili, offrono una solida base per migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle informazioni visuali nel mondo digitale sempre più complesso in cui viviamo.
