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Chip Nvidia, perché il via libera alle esportazioni in Cina è una vittoria per Pechino ma non per Washington

di webmaster | Gen 30, 2026 | Tecnologia


Nel corso di recenti discussioni interne, come riportano due persone a conoscenza della questione, alcuni funzionari della Casa Bianca avrebbero inoltre giustificato la vendita degli H200 citando il commercio illegale di chip avanzati verso la Cina, che a loro avviso dimostrerebbe l’inefficacia delle restrizioni statunitensi. Secondo questi funzionari, consentire vendite limitate e regolamentate sarebbe preferibile all’attuale mercato grigio opaco, che offre alle autorità statunitensi scarsa visibilità sulla destinazione finale dei chip.

“L’amministrazione Trump è impegnata a garantire il predominio dell’ecosistema tecnologico statunitense, senza compromettere la sicurezza nazionale”, ha dichiarato in una nota il portavoce della Casa Bianca Kush Desai.

La strategia cinese tra Nvidia e Huawei

Non sono però soltanto Huang e l’amministrazione Trump ad avere buoni motivi per dirsi soddisfatti. Consentendo alle aziende cinesi di acquistare chip H200 in quantità limitate, Pechino ha l’opportunità di perseguire contemporaneamente due obiettivi strategici, spiega Samuel Bresnick, ricercatore del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University.

I colossi tecnologici cinesi ora possono infatti accedere alla capacità di calcolo di cui hanno disperatamente bisogno per addestrare modelli di intelligenza artificiale molto avanzati, paragonabili alle offerte più recenti di OpenAI e di altre aziende statunitensi. Allo stesso tempo, mantenendo uno stretto controllo su chi può acquistare l’hardware di Nvidia, Pechino contribuisce a fare in modo che la domanda di chip Huawei resti elevata e a mantenere forti incentivi a sviluppare l’ecosistema nazionale dei semiconduttori.

Questo risultato è “un’ottima prova che l’idea di David Sacks di tenere la Cina agganciata alla tecnologia statunitense semplicemente non è destinata a funzionare, afferma Bresnick. “La considero la dimostrazione del profondo disagio di Pechino all’idea di lasciare che la propria industria emergente dei chip venga travolta da Nvidia”.

Ma il danno più serio potrebbe derivare dai continui cambi di direzione di Washington. Per anni, le autorità politiche statunitensi hanno inviato segnali contrastanti sugli obiettivi dei controlli sui chip imposti dal paese. E in tutto questo, la Cina ha continuato a osservare con attenzione la situazione. “La cosa peggiore che possiamo fare è continuare ad andare avanti e indietro”, dice Bresnick. “Abbiamo già dato alla Cina l’impulso a sviluppare chip propri, concedendole allo stesso tempo l’accesso alla tecnologia statunitense”.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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