C’è una notizia che viene da Cina e India e che dovrebbe fare molto più rumore di tutti i post e gli attacchi che l’amministrazione statunitense sta conducendo contro i cambiamenti climatici e lo sviluppo di fonti di energia pulite. E viene proprio da quei paesi che, in passato, hanno chiesto più tempo per adeguarsi alla transizione. E non tanto per una questione di volontà, bensì di quantità.
Cosa ci dice il dato delle emissioni da elettricità di Cina e India
Se a cambiare sono tre miliardi di persone
Cina e India sono due paesi (anche se il termine risulta decisamente riduttivo) che insieme contano quasi tre miliardi di persone sugli oltre 8 miliardi totali. Insomma, oltre un terzo di tutte le persone che vivono sulla Terra è cinese o indiano. Eppure – proprio a dimostrazione che le loro richieste di considerare le esigenze di crescita economica al contempo con quelle climatiche ed energetiche fossero dettate da bisogni reali –, nel 2025 le emissioni legate alla produzione di elettricità di Pechino e Nuova Delhi sono calate, a dimostrazione che la transizione energetica è possibile, a prescindere dalle dimensioni. Un dato che non si registrava da oltre cinquant’anni. A dare questa ottima notizia è il centro di ricerca indipendente finlandese Centre for research on energy and clean air (Crea).
“Il calo delle emissioni in Cina e India nel 2025 è un segnale di ciò che verrà, dal momento che entrambi i paesi hanno aggiunto lo scorso anno una quantità record di nuova capacità di generazione da fonti pulite, più che sufficiente a soddisfare la domanda in crescita”, ha dichiarato a Reuters Lauri Myllyvirta, analista principale di Crea.
Per capirci, la Cina – da sola – ha installato nel 2025 oltre 300 gigawatt (GW) di potenza solare e 100 GW di eolico, due dati che rappresentano un record su base annua per la Cina e, chiaramente, per qualunque altro paese al mondo. Dal canto suo, l’India ha aumentato la propria capacità rinnovabile del 44% su base annua. In particolare, ha aggiunto 35 GW per quanto riguarda il solare, 6 GW per l’eolico e 3,5 GW di nuova potenza idroelettrica nei primi undici mesi dello scorso anno.
La transizione non è più cosa per pochi fortunati
Nel dettaglio, lo scorso anno le emissioni del settore elettrico cinese sono diminuite di circa lo 0,7%, (pari a 40 milioni di tonnellate di CO2 equivalente) mentre in India il calo ha superato il 4% (38 milioni di tonnellate) nei primi undici mesi dell’anno. Cifre importanti, dicevamo, che smentiscono anche coloro che spesso sostengono che la transizione possano compierla solo quei paesi o governi che amministrano un territorio o una popolazione limitati, come già fatto in passato dalla Danimarca o dalla Costa Rica.


