Five Eyes avverte: la Cina utilizza LinkedIn per il reclutamento di spie

Il 3 giugno 2026, le agenzie di sicurezza dei cinque paesi anglosassoni — Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda — hanno emesso un allerta congiunta dal titolo “Safeguarding Our Secrets”. Si tratta di un avviso mai emesso prima in quasi 80 anni di cooperazione, che sottolinea l’urgenza e l’entità della minaccia rappresentata dai servizi di intelligence cinesi, operanti principalmente su piattaforme professionali come LinkedIn. Questo documento non solo evidenzia una reale e crescente preoccupazione per la sicurezza, ma serve anche come segnale politico per mettere in guardia i professionisti e le aziende circa le insidie di spionaggio online.

La strategia cinese nel reclutamento: non solo LinkedIn

Nel contesto dell’intelligence cinese, il reclutamento di spie tramite social media non è un fenomeno nuovo. Già nel 2017, il servizio di sicurezza tedesco aveva riportato tentativi di contattare circa 10.000 cittadini per ricercare collaboratori, utilizzando profili fittizi. A distanza di qualche anno, nel 2025, il MI5 aveva avvertito i parlamentari britannici riguardo a due profili cinesi attivi su LinkedIn con l’obiettivo di infiltrarsi nelle istituzioni democratiche. In Italia, bisogna considerare che professionisti e aziende nel settore della tecnologia e della difesa potrebbero diventare obiettivi di tali manovre, vista l’importanza strategica dei nostri know-how nei campi emergenti come intelligenza artificiale e biotecnologie.

Il bollettino sottolinea anche come la Cina si avvalga di tecniche sofisticate per costruire identità credibili, spesso creando aziende fittizie in paesi terzi come Hong Kong o Singapore. Ciò serve a rendere meno sospette le interazioni con i potenziali reclutati, che potrebbero venire avvicinati con proposte di lavoro in cambio di feedback su ricerche e analisi su temi geopolitici.

Come riconoscere i tentativi di adescamento

Le modalità di contatto di questi agenti cinesi si fondano su un approccio graduale e astuto. Iniziano con compiti apparentemente innocui, come la richiesta di un’analisi su argomenti professionali, compensando generosamente i reclutati. Questa tattica, nota come “salami slicing”, serve a diminuire progressivamente il senso di rischio percepito, portando infine a richieste più sensibili.

Inoltre, una volta instaurato un certo grado di fiducia, gli agenti cercano di spostare le comunicazioni su piattaforme più sicure e private, come Signal o WhatsApp, dove le tracce delle interazioni sono più difficili da rintracciare. Anche in questo caso, gli utenti italiani devono essere consapevoli delle interazioni sui social media e adottare misure di protezione, prestando attenzione a piccole anomalie come richieste insolite di informazioni riservate.

Raccomandazioni per la sicurezza

Di fronte a queste minacce, è fondamentale che professionisti e aziende italiane adottino pratiche di sicurezza più attente. Prima di tutto, è essenziale monitorare costantemente le informazioni pubbliche condivise sui profili professionali. Ogni dettaglio riguardante l’accesso a progetti sensibili potrebbe essere un segnale di targeting.

Le aziende devono implementare programmi di sensibilizzazione sulla sicurezza, specialmente per il personale che gestisce informazioni delicate. È cruciale che tutti i dipendenti comprendano l’importanza di segnalare contatti sospetti e di non instaurare relazioni senza un’adeguata verifica.

In conclusione, l’allerta delle Five Eyes non è solo un richiamo all’attenzione, ma una chiara indicazione della necessità di un comportamento attivo nella protezione delle informazioni. La Cina sta applicando strategie efficaci per ottenere accesso a conoscenze chiave, e la consapevolezza è il miglior antidoto contro i tentativi di infiltrazione.