[ad_1] Una vittoria schiacciante quella a cui abbiamo assistito ai The Game Awards di quest’anno. Clair Obscur: Expedition 33 ha vinto ben nove premi su dieci candidature, tra cui Best Game Direction, Best Narrative, Best Art Direction, Best Score and…
Una vittoria schiacciante quella a cui abbiamo assistito ai The Game Awards di quest’anno. Clair Obscur: Expedition 33 ha vinto ben nove premi su dieci candidature, tra cui Best Game Direction, Best Narrative, Best Art Direction, Best Score and Music e, ovviamente, Game of the Year del 2025. Mai nella storia dei The Game Awards (giunta quest’anno alla sua undicesima edizione) c’era stato un dominio tale da parte di un singolo gioco.
Non si può neanche dire che non avesse avuto concorrenti all’altezza: il 2025 è stato un anno davvero pieno di grandi uscite, con l’arrivo di capolavori come Hollow Knight: Silksong o Hades II, altri due titoli indie che sono già considerati l’apice per il loro genere, senza contare pesi massimi come Death Stranding 2: On the Beach di Hideo Kojima, Monster Hunter Wilds di Capcom, Battlefield 6 e molti altri.
La vittoria di Clair Obscur: Expedition 33 ha un peso simbolico enorme: è uno schiaffo diretto al modus operandi di un’industria che continua a investire centinaia di milioni di dollari in produzioni pensate esclusivamente per soddisfare grafici di vendita e proiezioni di marketing. Una macchina che, quando qualcosa va storto, scarica la colpa sugli sviluppatori, relegati perlopiù al ruolo di esecutori senza reale voce creativa.
Ma il trionfo ai The Game Awards non è soltanto quello di Clair Obscur: è la prova tangibile che il motore di questo medium resta sempre la passione e la creatività e quest’anno a dimostrarlo sono stati i tantissimi titoli che, contro ogni previsione, hanno superato i blockbuster giocando sul loro stesso campo.
Clair Obscur è il trionfo della creatività nei videogiochi
Pur avendo il titolo catturato l’attenzione fin dai primi trailer del 2024, pochi avrebbero potuto prevedere l’enorme successo di Clair Obscur: Expedition 33. Il gioco è opera di Sandfall Interactive, studio francese nato nel 2020 e qui al suo debutto assoluto. Il progetto è stato portato avanti da un team principale di circa trenta persone, affiancato da alcuni collaboratori esterni, ma la sua visione ed esecuzione restano saldamente nelle mani del nucleo creativo dello studio.
I fondatori dello studio sono Guillaume Broche, Tom Guillermin e François Meurisse: i primi due lavoravano in Ubisoft, prima di lasciare la compagnia per poter realizzare un titolo che non avrebbero mai potuto creare all’interno della compagnia di Assassin’s Creed.
Clair Obscur: Expedition 33 è infatti un gioco di ruolo ispirato ai grandi classici giapponesi, soprattutto i Final Fantasy, con l’aggiunta di meccaniche, come parate perfette e schivate, prese da titoli come Sekiro di FromSoftware. Un progetto molto rischioso, perché i jrpg (japanese role playing games) sono prerogativa dei team giapponesi e, a parte qualche indie particolarmente riuscito, nessun team occidentale ha mai potuto sperare di battere i maestri nel loro stesso campo.
