Cloudflare ha annunciato di aver bloccato l’accesso a più di 54.000 contenuti pirata, oltre a 33 domini legati alla distribuzione illegale di materiale protetto da copyright. Si tratta di un nuovo intervento collegato alle richieste delle autorità italiane e dei detentori dei diritti, che negli ultimi anni hanno aumentato i controlli sulle piattaforme online.
In questo articolo ti spiego cosa è successo, cosa c’entra l’Italia, e soprattutto cosa significa questa notizia per chi naviga ogni giorno sul web.
Cosa ha bloccato Cloudflare
Cloudflare è un servizio molto diffuso che aiuta i siti web a essere più veloci e più sicuri. Non ospita direttamente contenuti, ma funge da “ponte” tra i visitatori e i server. Quando però riceve segnalazioni ufficiali di violazioni, può limitare l’accesso a determinati elementi o domini.
Secondo gli ultimi dati:
- Sono stati bloccati oltre 54.000 contenuti considerati pirata.
- Solo 33 domini sono stati disabilitati dopo richieste provenienti dall’Italia.
- La maggior parte degli interventi riguarda contenuti multimediali condivisi senza permesso.
- Le segnalazioni arrivano da enti governativi, associazioni anti-pirateria e detentori dei diritti.
È importante capire che Cloudflare interviene quando riceve richieste documentate e ritenute valide. Non effettua controlli autonomi sui contenuti che transitano attraverso la sua rete.
Perché l’Italia è coinvolta
Negli ultimi anni l’Italia ha potenziato la lotta contro la pirateria digitale, soprattutto per proteggere contenuti sportivi, film, serie TV e giornali. Organismi come l’AGCOM hanno creato procedure più rapide per segnalare siti illegali e richiederne il blocco.
I 33 domini bloccati tramite Cloudflare sono solo una parte delle richieste fatte nel nostro Paese, ma dimostrano che le piattaforme internazionali stanno collaborando sempre di più.
Cosa cambia per gli utenti
Se non visiti siti pirata, probabilmente non noterai alcuna differenza. Se invece accedevi a contenuti illegali, potresti trovare pagine non raggiungibili o messaggi di errore.
Ecco cosa aspettarti:
- Alcuni siti pirata potrebbero risultare offline o non accessibili dall’Italia.
- I link a contenuti condivisi illegalmente potrebbero smettere di funzionare.
- Servizi come Cloudflare continueranno a collaborare con le autorità, quindi altri blocchi sono possibili.
- La qualità dell’esperienza web generale non viene compromessa: i blocchi sono mirati.
È un intervento efficace?
Bloccare contenuti pirata è una sfida continua. Anche se 54.000 contenuti possono sembrare molti, i siti illegali tendono a rigenerarsi rapidamente. Tuttavia, interventi come questo riducono la diffusione di materiale illegale e rendono più difficile l’accesso ai contenuti pirata.
Per gli utenti, la strada migliore resta sempre quella di scegliere piattaforme legali: più sicurezza, più qualità e meno rischi (anche perché molti siti pirata contengono malware o pubblicità aggressiva).
Conclusione
Il blocco effettuato da Cloudflare rappresenta un passo importante nella lotta alla pirateria online, anche grazie alle richieste provenienti dall’Italia. Per chi usa Internet ogni giorno, è un promemoria utile: la sicurezza e la legalità dei contenuti che consultiamo dipendono anche dalle scelte che facciamo.
Continuerò a seguire gli sviluppi del tema per aggiornarti su nuove misure e strumenti per navigare in modo più sicuro.


